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2 febbraio 09.11 Dismissione alloggi regionali, Gioveni sollecita l’amministrazione

Interrogazione del consigliere del III Quartiere Libero Gioveni al sindaco Buzzanca e all’assessore al Patrimonio Mondello rispetto alla mancata dismissione degli alloggi regionali gestiti direttamente da Palazzo Zanca.

“Il dissesto finanziario è praticamente dietro l’angolo -scrive Gioveni- e di fronte a questa estrema eventualità e guardando inoltre all’annosa e più che mai irrisolta vicenda della mancata dismissione degli alloggi regionali gestiti dal Dipartimento Patrimonio, l’autolesionismo di Palazzo Zanca sembra assumere ormai livelli inimmaginabili.

Siffatta premessa era d’obbligo per evidenziare ancor più marcatamente l’importanza di dover risolvere una sempre più paradossale vicenda che sta tra l’altro tenendo in ansia dei cittadini che hanno già maturato per legge un sacrosanto diritto, ad oggi, però, negato. 

L’alienazione degli alloggi comunali in genere ha sempre rappresentato per Palazzo Zanca un vero e proprio “tormentone”, perché, oltre a non esserci stata in passato una volontà politica tale da poter velocizzare o rendere agevoli le procedure di dismissione (l’ultima in ordine di tempo è frutto della delibera n. 112/C del 18/12/2006 con la quale si è dato il via alla cessione di 258 alloggi E.R.P.), spesso e volentieri si sono creati degli intoppi di natura tecnica che hanno frenato bruscamente l’iter procedurale. 

Occorre dire, a tal proposito, che se qualcosa si è comunque fatto per gli alloggi di proprietà comunale, nulla si sta ancora concretamente facendo per gli alloggi di proprietà della Regione ma gestiti dal Dipartimento Patrimonio (in tutto sono 32 unità immobiliari, la maggior parte delle quali ubicate nel solo villaggio di Camaro S. Paolo). 

Nonostante, infatti, la L.R. 560/93 e la L.R. 43/94 e s.m.i. diano la possibilità agli enti proprietari di dismettere il proprio patrimonio edilizio residenziale e nonostante già da parecchio tempo sia giunto da Palermo il necessario nulla osta per poter vendere anche gli alloggi regionali, sulla questione ancora tutto tace. 

Diventa tra l’altro ancor più autolesionistico l’immobilismo degli uffici aditi se si pensa che di recente è venuto anche meno (e quindi è stato superato) il vincolo dei 50 anni di vita degli immobili (aumentato adesso a 70) che avrebbero determinato la necessaria verifica, da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali, dell’interesse storico e artistico degli stabili, ai sensi del Decreto regionale del 26 maggio 2008. 

Appare tra l’altro superfluo rimarcare come sia doveroso da parte di codesta Amministrazione soddisfare il diritto della proprietà maturato negli anni dagli assegnatari, e se corrisponde al vero il fatto che l’iter risulti bloccato per l’impossibilità di effettuare tutte le verifiche tecniche negli alloggi per carenza di personale o addirittura (come aleggia negli uffici di via Aurelio Saffi) per una netta contrapposizione assunta più o meno volontariamente dal personale tecnico addetto (che avrebbe adesso anche come alibi l’introduzione delle nuove e più complesse procedure di rivalutazione delle rendite catastali previste dalla recente manovra varata dal Governo), lo scrivente non può che ritenere tutto questo inaccettabile e lesivo di un diritto di parecchie famiglie che stanno tra l’altro continuando a pagare (a questo punto coercitivamente) il relativo canone di locazione”.