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19 marzo 17.41 Lettera aperta sul degrado della città

Riceviamo e pubblichiamo:
Gentile Signor Direttore,
se andiamo in giro per la città, notiamo l’assoluto abbandono di molti luoghi, e l’assenza di manutenzione nelle strade, nelle aiuole, nei tombini, nei marciapiedi e in tutto ciò che dovrebbe essere curato come patriminio pubblico dei cittadini. Se passiamo nei dintorn di via Catania, davanti all’ingresso del Gran Camposanto, notiamo che le chiome degli alberi sfiorano i marciapiedi a tal punto da impedire quasi il passaggio pedonale ai cittadini. Il luogo è quasi del tutto ricoperto da erbacce, fogliame e rami secchi che fanno da contorno ai trochi degli alberi. Più volte il Consiglio Circoscrizionale ha richiesto all’assessorato all’ambiente, interventi di potatura e scerbatura senza tuttavia mai ottenere per adesso alcun risultato. Per non parlare poi delle buche che in certe strade di Messina sud sono, come da voi segnalato nel servizio odierno, delle vere e proprie voragini, che mettono a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e dei motociclisti. Ma è mai possibile che nessuno protesti adeguatamente per simili inadempienze? Che cosa fanno i cittadini? E la cosiddetta società civile? E i commercianti? E gli industriali? E gli abitanti delle zone interessate? Perchè non si fanno sentire? Perchè non denunciano? Perchè non si organizzano? E i quartieri? E i partiti? E le associazioni? Cosa fanno? Dormono? Possibile che nessuno intervenga? Queste gravi mancanze in una città come Messina, dovrebbero essere affrontate con la giusta tempestività, facendo intervenire gli addetti ai servizi comunali e provinciali su tutto il territorio, al fine di limitare il più possibile qualsiasi disagio.
Invece, nessuno se ne lamenta, tranne qualche cittadino più sensibile a questi temi. Ricordo che quando passò il giro d’Italia a Messina, il nostro bene amato Sindaco, non ebbe nemmeno l’accortezza di asfaltare le strade più dissestate, tanto che, gli organizzatori del giro, se ne lamentarono a tal punto che esclusero la possibilità di ritornare a far correre il giro a Messina e dintorni. Ma che grande vergogna! Che incuria! Che degrado! Altro che faccia tosta! Ma fra poco li vedremo dietro le barette queste facce di bronzo che si fanno chiamare “amministratori”, a dimostrazione che loro sono sempre presenti alle feste cittadine, per testimoniare la loro indiscussa fede religiosa, e se l’incolumità dei cittadini è in pericolo, pazienza, possono sempre dire che mancano i fondi. Tanto è ormai risaputo che i messinesi guardano più all’apparenza che alla sostanza, e continuano a farsi umiliare senza dare segni di cambiamento. La nostra amata città sembra abitata da uomini e da donne a cui non interessa alcuna crescita culturale e sociale, tranne che per sparute minoranze che cercano di resistere e di riproporre senza alcuna speranza i fasti di un tempo. Un cordale saluto.
 
 Emanuele Ferrara