19 febbraio 20.32 Anche a Messina le competizioni internazionali per disabili, le proproste del Kiwanis Club Peloro

Messina sede di competizioni internazionali per disabili: il Kiwanis Club Peloro chiude così positivamente il bilancio del convegno dal titolo “Medicina e Sport: quali sinergie?”, che si è tenuto nel Salone della Borsa della Camera di Commercio di Messina.
Discussant dei lavori il prof Ludovico Magaudda, Ordinario di Anatomia Umana, Direttore della Scuola Specializzazione di Medicina dello Sport, nonché Coordinatore del Corso di Laurea Scienze Motorie Sport e Salute dell’Università di Messina, che ha sottolineato l’impegno dell’Ateneo nel settore, attraverso la sinergia di strutture quali CONI, CUS, UnimeSport. Ha inoltre illustrato le potenzialità degli impianti sportivi cittadini, tra i migliori del Sud Italia, elemento cruciale per lo sviluppo di progetti che, accanto alla valenza sociale, portano con sé prospettive di sviluppo per l’intera comunità.
Il Prof. Marco Bernardi, Responsabile Medico del Comitato Italiano Paralimpico, intervenuto sul tema della pratica sportiva nei diversamente abili, ha infatti visitato le strutture cittadine, ribadendo la possibilità concreta che Messina abbia le carte in regola per ospitare gare internazionali di atleti portatori di handicap. “Lo sport è fonte di emozioni – ha commentato- e rende i disabili degli eroi”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Dott.ssa Mazzarrese, del CIP regionale, che ha fatto presente come ben 3000 atleti siciliani disabili rappresentino tutte le discipline sportive; ha inoltre riconosciuto il merito della città di Messina, capofila di un progetto pilota che coinvolge 90 scuole materne siciliane, prevedendo l’inserimento dei portatori di handicap in ambito sportivo fin dall’infanzia. Unica nota dolente la mancanza di una legge che possa supportare il settore in modo da garantire lo sviluppo di iniziative sempre più importanti.
Il Prof. Fugazzotto, Primario di Medicina Interna e Medicina dello Sport, è intervenuto sugli effetti benefici delle attività motorie in soggetti

affetti da cardiopatie; ha chiarito come una opportuna e ponderata valutazione dello stato di salute del paziente, possa azzerare le percentuali di rischio cardiovascolare. L’Italia è avanti nella cardiologia dello sport, avendo previsto da tempo ben 89 protocolli cardiologici di idoneità e nuove linee guida.
La folta platea di studenti presenti ha potuto cogliere il significativo messaggio del prof. Calapai, Docente di Farmacologia del Corso di Laurea di Scienze Motorie dell’Università di Messina, che ha
discusso dei problemi legati all’utilizzo inopportuno delle sostanze dopanti, usate fin dagli anni 50 per aumentare la massa muscolare, in linea con il clichè secondo cui muscolarità sarebbe sinonimo di virilità. Battage pubblicitari, film inneggianti ad eroi dai bicipiti d’acciaio, giocattoli raffiguranti personaggi dall’imponente muscolatura: segnali preoccupanti che la società ha ignorato con effetti deleteri, quali il rischio di dipendenza da tali sostanze, un crescente tasso di aggressività e qualche volta anche la morte, come nel caso della culturista Florence Griffith.
Dopo l’intermezzo musicale del coro dei bambini dell’Istituto Sacro Cuore, il Dott. Antonino Napoli, Dirigente Medico U.O. di Medicina dello Sport dell’ASP di Messina, si è soffermato sul tema dell’idoneità sportiva agonistica e non agonistica, evidenziando come la Medicina dello Sport sia un lavoro d’équipe, che prevede visite di base quali le consulenze pneumologiche e cardiologiche. Successivamente il Dott. Antonino Bombara, Primario di ortopedia presso lo IOMI di Messina, ha effettuato una mappatura delle parti più soggette a traumi, chiarendone motivazioni ed effetti.
Infine il prof. Giovanni Bonanno, Presidente della sezione CONI di Messina, ha disquisito sul tema della utilità della pratica sportiva nella formazione dei giovani, che non è mai fine a sé stessa ma parte integrante nello sviluppo della personalità. “E’ importante – ha affermato- soffermarsi non tanto sui risultati ottenuti, quanto sull’impegno profuso”.

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