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19 ottobre 07.30 Vertenza Caronte&Tourist, oggi azienda e sindacati a confronto

Caronte&Tourist va avanti con i licenziamenti e convoca i sindacati per stamane alle  10 al Royal Hotel.

“Con l’invio della lettera ai sindacati di avvio delle procedure secondo la legge 223/91 -spiega Pino Foti, segretario generale della FIlt Cgil- l’azienda aveva di fatto attivato il timer per i licenziamenti e le organizzazioni dei lavoratori avevano 7 giorni di tempo per richiedere l’esame congiunto previsto dalla norma. La richiesta a firma di FILT-CGIL  FIT-CISL UILT-UIL UGL-MARE USCLAC-UNCDIM era quindi stata inoltrata all’azienda e a poche ore di distanza Caronte e Tourist ha prontamente risposto fissando l’incontro.

Entro 45 giorni dall’avvio dell’iter, così prescrive la legge, il procedimento dovrà obbligatoriamente concludersi e la società sarà a quel punto libera di licenziare i 69 marittimi previsti.

Ciò fa sì che sindacati e lavoratori, che hanno già marcato tutta la loro contrarietà ai licenziamenti con le partecipate proteste dei giorni scorsi, siano adesso costretti a sedersi al tavolo con “la pistola puntata alla tempia” ed abbiano quindi un ristrettissimo lasso di tempo entro il quale far recedere Caronte e Tourist dai suoi propositi.

Per il sindacato è inaccettabile che una azienda del livello di Caronte e Tourist agisca come il più improvvisato e debole degli imprenditori e licenzi quasi un quinto della sua forza lavoro per il solo restringimento dei margini di utile.

La richiesta di Caronte e Tourist è ingiustificabile nei presupposti, sproporzionata nella misura, e contraddittoria e pericolosa perché smantella in un colpo solo il meccanismo di tutele e di automatico adeguamento dell’organizzazione del lavoro alle flessioni del mercato faticosamente costruito in decenni di contrattazione.

Avevamo lanciato l’ipotesi di un Accordo d’area proprio perché ai licenziamenti e quindi ad una concorrenza nello Stretto giocata tutta sul costo del lavoro e le disparità volevamo controbattere con la definizione di regole comuni per tutte le società e con il consequenziale aumento dei diritti e dei salari per coloro che sono al di sotto di una determinata soglia. Ma Caronte e Tourist per tutta risposta ha proceduto invece avviando i licenziamenti e ciò dimostra senza tema di smentita che il problema per l’azienda non è affatto il gap con le altre società e la concorrenza, che come ben sa è partita che si gioca su altri tavoli e che ha storicamente in queste banchine margini trascurabili.

Nessuno mette in discussione l’attuale calo di traffico nello Stretto così come l’aumento del carburante o la fine del regime degli sgravi fiscali, che casomai ha prodotto effetti nel 2010, ma Caronte e Tourist non ha alcun diritto di utilizzare la crisi al pari di quegli imprenditori costretti a chiudere per  mancanza di credito o di commesse, e comunque vanno tentate altre soluzioni.

Siamo estremamente preoccupati per la piega che questa vertenza può prendere non solo perché se tutti quei lavoratori saranno veramente espulsi si creerebbe nello Stretto un pericoloso precedente ed una progressiva emorragia di posti di lavoro legati alla minima flessione del trasportato, (vero o meno che sia), ma anche perché ciò toglierebbe forza a qualsiasi trattativa ed accordo, ed aprirebbe una stagione di deregulation e di scontro verso il basso in cui non è detto che alla fine Caronte e Tourist esca vincente.

Non trascuri Caronte &Tourist come un mercato dove la competizione è al ribasso colpisce certamente i lavoratori ma non risparmia nemmeno le aziende che potrebbero avere altri e più spregiudicati competitori”.