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18 novembre 08.54 Tagli cliniche private, Picciolo (MPA): “Gli effetti della spending review non riguarderanno la Sicilia”

Beppe Picciolo, deputato MPA all'ARS

Dopo l’allarme sulla possibile chiusura delle cliniche private anche a Messina, nota di Beppe Picciolo (MPA).

“Gli effetti della spending review nazionale non dovranno riguardare la Sicilia -spiega Picciolo- e le cliniche messinesi saranno marginalmente interessate alla quota dei posti per acuti.

Nessuna clinica dovrà chiudere in Sicilia ed a Messina. L’effetto che produrrà l’applicazione dell’articolo 15 comma 13 del decreto sulla spending review avrà esiti solo marginali nella nostra Isola, dove -assicura il deputato regionale Beppe Picciolo – i conti nella Sanità sono già stati quasi perfettamente parametrati alle esigenze di riallineamento e risparmio su scala nazionale. La Sicilia – ha ribadito Picciolo – ha già dato al Governo romano, mentre sono adesso le regioni del nord a doversi dare una regolata. E’ palese che quanto prevede lo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, inviato alla conferenza Stato-Regioni dal ministro della Salute Renato Balduzzi, in accordo con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, non potrà trovare mai applicazione integrale in Sicilia ed in tal senso – ha sempre assicurato Picciolo, che sull’argomento ha trovato una sponda nel senatore Giovanni Pistorio  – sono stati già favorevolmente sensibilizzati il neo designato assessore alla Salute Lucia Borsellino e lo stesso Direttore Generale Salvatore Sammartano”.

Il deputato regionale messinese, eletto nelle file del Mpa-Pds, ha già affrontato in sede palermitana la questione che riguarda più strettamente la situazione delle Cliniche di Messina, accreditate con il sistema regionale siciliano, che al momento presenterebbero meno di 80 posti letto per pazienti acuti.

“Le cliniche Cristo Re, Carmona, Santa Rita e Cot  – ha ricordato ancora Picciolo dati alla mano – solo teoricamente presentano un numero di posti letto per acuti non in linea con quanto previsto dal regolamento che dovrebbe venire discusso in sede di conferenza Stato-Regioni, ma è pur vero che le stesse strutture sanitarie posseggono anche un numero di posti riabilitativi post-acuzie accreditati che dovranno far parte integrante del conteggio complessivo richiesto, in quanto riconosciuti dal decreto di Accreditamento a suo tempo rilasciato alle Strutture in questione dalla Regione. Tra l’altro, anche di recente, l’Assessorato regionale ha imposto la rimodulazione dei posti letto in questione da acuti a riabilitativi, proprio per riallinearsi con i parametri degli indici previsti dal Piano di Rientro. La verità – ha concluso Picciolo – è che in Sicilia andranno tagliati, secondo lo schema Balduzzi,  esclusivamente nuovi 750 posti letto per acuti, molti dei quali presenti solo sulla carta e mai attivati, mentre null’altro verrà toccato avendo i siciliani già preventivamente messo i propri conti in regola, grazie sopratutto al rigore applicato nel controllo della spesa sanitaria posto in essere dal Governo Lombardo per mano dell’Assessore Russo.

Niente falsi allarmismi, dunque -prosegue Picciolo- a discapito di aziende sanitarie private accreditate con corretti volumi e qualità delle prestazioni erogate ed in linea con gli 80 posti letto previsti quale standard strutturale minimo che oggi, alla luce di un annunciato regolamento di riordino della spesa sanitaria che sarà, ovviamente rivisto e rimodulato opportunamente, anche perché, così come proposto, non sarebbe applicabile in Sicilia per evidenti vizi di legittimità costituzionale (lo stesso limita, infatti, palesemente la potestà legislativa di merito della Regione), rischiano di avere un danno d’immagine e patrimoniale solo per l’effetto annuncio di tale improponibile provvedimento”.

Quanto affermato da Picciolo sarà ribadito a Roma il 27 novembre, dove in occasione dell’incontro promosso dall’AIOP (Associazione cliniche private italiane ) si confronteranno, prima della prevista Conferenza Stato-Regioni sul tema, i vertici della Sanità nazionale per discutere e fare chiarezza su un tema che vede interessati, nella sola Sicilia,  non meno di 4.000 posti di lavoro e 44 Strutture Sanitarie che, nella stragrande maggioranza dei casi, erogano prestazioni sanitarie di ottima qualità per i cittadini. “

Picciolo ha quindi confermato che la “Sicilia non si presterà, anche questa volta, ad essere una colonia delle multinazionali sanitarie del Nord. Parola di Autonomista Siciliano”.