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18 marzo 09.50 Assistenza Farnesina in Giappone, interrogazione urgente di D’Alia

Interrogazione urgente al ministro degli Esteri Franco Frattini, dal capogruppo Udc al Senato Gianpiero D’Alia, per fare luce sulla carenza dell’assistenza diplomatica che, alcuni connazionali, hanno denunciato in relazione al loro rientro urgente dal Giappone, dopo il drammatico terremoto e il conseguente pericolo nucleare nel Paese.
Il gruppo degli italiani rientrati, infatti, dopo essersi rivolto all’ambasciata italiana a Tokio, ha raccontato di non essere stato adeguatamente assistito e di aver ricevuto indicazioni lacunose e in certi casi errate. In particolare su Facebook le loro testimonianze sono documentate da registrazioni e video, riprese anche da alcuni organi di stampa nazionali.

I nostri connazionali asseriscono, sempre dopo aver contattato l’ambasciata italiana a Tokyo, di essersi sentiti rispondere di inviare una mail o di adattarsi. Insomma non hanno ricevuto alcuna informazione utile, sono stati lasciati per decine di minuti in attesa al telefono, con personale impreparato a gestire l’evento e hanno ricevuto risposte generiche e consigli inappropriati. Ad attestare tutto ciò vi sarbbero anche delle registrazioni telefoniche, che testimonierebbero come di fronte alla richiesta di indicazioni sulla gravità della situazione, specie in relazione all’allarme nucleare, la risposta diplomatica sia stata di seguire le news, senza nessuna indicazione ufficiale, o di consultare i siti dell’ambasciata o della Farnesina.
Inoltre, di fronte alla richiesta di indicazioni per il rimpatrio pare non sia stata fornita assistenza materiale e neppure indicazioni utili, ma addirittura istruzioni non corrette e fuorvianti in merito ad alloggi, mezzi di comunicazioni terrestri e voli. In buona sostanza l’invito implicito è stato di cavarsela da soli, senza neppure riferimenti logistici con cui poter parlare ai fini di prenotazioni alberghiere o viarie, in una lingua che non fosse il giapponese. Tutto questo mentre l’ambasciatore continuava ad invitare, attraverso i media nazionali, a contattare l’Unità di crisi.

D’Alia chiede, quindi, al ministro degli Esteri se questa ricostruzione corrisponda a verità; quanti connazionali sono presenti ancora in Giappone e se tutti siano stati raggiunti; se sia salvaguardata la loro incolumità e come, infine, si è provveduto o si intenda provvedere al rimpatrio di quanti vogliano tornare in Italia.