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18 maggio 17.03 Edilizia in calo, l’analisi della Fillea Cgil

“Dirottati altrove i fondi destinati alle grandi opere, per far ripartire il settore si deve puntare sugli interventi possibili, già finanziati ma spesso bloccati o rallentati dalla burocrazia”. Questo quanto è emerso nel corso del direttivo della Fillea di Messina, la categoria della Cgil che segue il settore dell’edilizia, e nell’analisi del gruppo dirigente. Sottolineato come solo nel corso dell’ultimo anno, in provincia, a causa della crisi, si siano persi circa 1500 posti di lavoro nel comparto edile.  “I fondi destinati alla grosse infrastrutture come per esempio per il raddoppio della Messina-Catania o per i FAS, sono stati dirottati altrove- ha spiegato Biagio Oriti segretario generale della Filla Messina-. Oggi l’unica grande opera avviata e realizzabile è la Mistretta -Gela per un importo di 140 milioni di euro. Inutile in questa fase sperare nelle grandi opere. Si deve piuttosto puntare a quelle già finanziate e non ancora appaltate o avviate che riguardano diversi porti della provincia così come la manutenzione delle autostrade. Oltre, naturalmente la messa in sicurezza”. Secondo i dati raccolti alla Fillea Messina, solo nel porto di Messina potrebbero partire subito lavori per 200 milioni di euro. A Tremestieri per  80 milioni, il completamento del porto di Sant’ Agata con un budget di 50 milioni e i porti di  Lipari, Milazzo e Capo d’Orlando. Analogamente sul versante della strade provinciali dove sono bloccati lavori per 61 milioni di euro e per quelli di sistemazione e manutenzione delle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo. “Si tratta di rallentamenti dovuti per lo più alla burocrazia o alla mancanza di programmazione e efficacia della attività amministrativa. Lavori che potrebbero però rimettere in moto l’economia e l’occupazione oltre a rappresentare importanti strumenti di prevenzione della sicurezza dei cittadini -commenta Oriti, che sollecita anche l’Iacp, proprietario di 4mila alloggi a Messina e presente in 106 comuni della provincia, ad avviare i lavori di ristrutturazione e realizzazione degli alloggi. Per la Fillea Cgil quello dell’Iacp è un patrimonio vecchio e degradato che necessiterebbe di interventi di manutenzione e strutturali. Utilizzando tutte le risorse a disposizione, l’IACP potrebbe non solo intervenire in queste situazioni ma anche dare risposte abitative che in termini occupazionali. Al direttivo era presente anche Franco Tarantino, segretario generale della Fillea Sicilia che ha denunciato la perdita di oltre 15 mila posti nel settore edile in Sicilia.