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18 agosto 14.16 Manovra, Armao: “Tassare gli evasori pentiti invece dei redditi minimi”

“In attesa di poter individuare nuovi evasori fiscali, colpire quelli che sono stati accertati in modo inconfutabile, attraverso il meccanismo del rientro agevolato dei capitali dall’estero, e’ equo e opportuno. Non e’ lecito, invece, avanzare scuse, trincerandosi dietro al pur giusto rispetto dell’anonimato”.

Cosi’ l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, a commento della manovra del governo che muove i primi passi in Parlamento.

“Vi sono tanti modi – ha detto l’assessore – per rispettare i nomi di questi soggetti, che sono pur sempre evasori, anche se pentiti. In un momento in cui occorre solidarieta’ e equita’ nel chiedere sacrifici a tutti, a partire da chi piu’ ha, questa misura risulta giusta e necessaria”.

L’assessore Armao ha poi ricordato come, gia’ a luglio scorso, Bankitalia in uno studio dal titolo ‘Alla ricerca dei capitali perduti’, stimava che ai 100 miliardi di risorse che hanno goduto dei privilegi dello scudo fiscale vanno aggiunti altri 140 miliardi di euro di attivita’ all’estero non dichiarate dagli italiani.

“Un’analisi cosi’ precisa e autorevole – ha commentato – non puo’ essere ignorata in questo momento”.

E poi ha aggiunto: “Il federalismo fiscale sul quale abbiamo lavorato in questi mesi e’ ormai a binario morto, perche’ privo di perequazioni. Per contro, si tenta di varare un federalismo del debito pubblico onerando il Sud di un peso insostenibile. Basta pensare che l’80% di coloro che hanno usufruito dello scudo fiscale, risiedono nel nord Italia”.

L’assessore si e’ poi soffermato sulla refluenza che la manovra avra’ sulla Sicilia.

“Quanto ai sacrifici chiesti ai siciliani – ha concluso – intendiamo dare in pochi giorni stime e cifre esatte per poter quantificare una manovra che rischia di mettere definitivamente in ginocchio la Regione. Per questo motivo, ho chiesto agli uffici regionali la massima collaborazione per giungere in pochi giorni a un quadro certo dei tagli che ci saranno richiesti e approntare tutte le misure possibili di nostra competenza per non sacrificare il rigore, che ci e’ chiesto, con il definitivo stop allo sviluppo”.