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17 novembre 07.30 Lettera aperta del Movimento Popolare di Liberazione al commissario straordinario Croce

Lettera aperta del Movimento Popolare di Liberazione al commissario straordinario Luigi Croce.

“Il Movimento Popolare di Liberazione  (… da amministratori incompetenti e/o disonesti ) -scrivono Nino Quartarone e Angela Rizzo della sezione di Messina- dice basta con questa gestione politica-amministrativa che costringe la collettività a patire sofferenze sempre  più umilianti per danni prodotti da burocrati e politici, le cui cause sono da ricercare nell’indolenza e nell’incapacità di buona parte dei funzionari, nelle unioni politico-clientelari, parentali e amicali, nei “patti” pre e post elettorali, nei compromessi e nelle collusioni malavitose.

Messina è tra le ultime, se non l’ultima, città d’Italia. Il ceto medio scomparso, la fame dilagante, le dignità umiliate, la famiglia e l’educazione allo sbando.

La nostra società, alimentata da cultura “bbuddace” (le ultime elezioni ne hanno dato riprova…), favorisce, con qualche rarissima eccezione, quei gruppi di persone, sempre le stesse, il cui scopo è quello di soddisfare i loro interessi personali a discapito della collettività.

E costoro, senza vergogna perché privi di dignità, governano, per di più con arroganza, sapendo di godere dell’impunità perché è regola “imposta” (fatte le debite eccezioni) che l’esercizio del “controllo”, bagaglio culturale di intelligenze libere in uomini onesti, non debba essere applicata, se non dietro l’input del “padrone” e perché, godendo di amicizie e conoscenze importanti, sono difesi da bravissimi avvocati che, trovati i cavilli procedurali, riescono a sconvolgere la verità soffocandola con quella processuale, falsa e truffaldina.

Basta. Difendersi diventa, ora più che mai, un dovere. Un obbligo verso i nostri figli, verso la collettività a salvaguardia delle libertà, della democrazia.

Ma da persone civili ed oneste sappiamo che dobbiamo, obtorto collo, anche se con rabbia e rancore, pagare un debito pubblico creato dall’egoismo e dalla disonestà di coloro – trium litterarum nomine  ( in italiano: cinque )– che approfittando del potere di gestione si sono arricchiti e di coloro che, con delirio di onnipotenza, hanno aumentato  a dismisura le loro ricchezze, appropriandosi indebitamente del denaro pubblico.

Ma prima di pagare chiediamo, come contropartita alla sofferenza, avendone comunque il sacrosanto diritto, che si individuino i responsabili dello sfacelo sociale, politico ed economico affinché non restino impuniti  e, soprattutto, che vengano additati all’opinione pubblica perché li  allontani definitivamente dalla politica.

Ed inoltre, perché il cittadino sappia, chiediamo che il signor commissario Croce dia pubblicamente l’elenco analitico dei debiti e le motivazioni relative alla perdita dei residui attivi. Infine chiediamo che venga promossa un’indagine conoscitiva di controllo sulle partecipate, sulle contribuzioni e, soprattutto, su tutte quelle iniziative andate a buon fine, poste da furbastri che con progetti mirati all’occupazione, allo sviluppo e a quant’altro, approfittando del disagio sociale, hanno illuso centinaia di giovani per appropriarsi del denaro pubblico a soddisfacimento dei loro egoismi e ristoro alla loro disonestà.

Infine vogliamo sottolineare che i giovani patrimonio del futuro della società che protestano per chiedere una scuola pubblica e di qualità devono essere ascoltati e non repressi come avvenuto a seguito della manifestazione del 14 novembre scorso”.