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17 maggio 14.02 “Gli antenati dei Tir: i Carrumatti alla Dogana e il loro impiego civile e militare”, domani conferenza a Santa Maria Alemanna

Domani mercoledì 18, con inizio alle ore 18, a S. Maria Alemanna, si terrà la conferenza sul tema “Gli antenati dei Tir: i Carrumatti alla Dogana e il loro impiego civile e militare”, organizzata dall’assessorato comunale alle politiche del mare e dal Museo Storico della Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina di Forte Cavalli e la Fondazione Bonino-Pulejo. I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista pubblicista, studioso di storia militare e storia patria, Enrico Casale, ed interverranno l’assessore alle politiche del mare, Pippo Isgrò, il direttore del Museo Storico della Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina Forte Cavalli, Vincenzo Caruso, il procuratore generale e referente del Museo etno-antropologico “Nello Cassata” di Barcellona P.G., Franco Cassata, e Angelo Privitera, proprietario del Carrumatto. Nel corso dell’incontro sarà documentato l’impiego del “carrumatto”, sia nel campo civile che militare, a cavallo tra il XIX e il XX secolo nella città dello Stretto. Seguirà domenica 22, alle 10.30, a Forte Cavalli, l’inaugurazione del “Carrumatto” donato alla struttura museale di Larderia dai fratelli Angelo, Andrea e Francesco Privitera di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) per documentare i “carrumatti”, particolari carri da trasporto utilizzati per la costruzione delle fortezze dello Stretto nel tardo ‘800. Gli interventi di restauro del carro – come si ricorderà – sono iniziati nei mesi scorsi da parte delle maestranze specializzate dell’Arsenale di Messina, struttura dell’Agenzia Industria Difesa, diretta dall’ing. Gian Francesco Cremonini, Il carro matto, arcaico mezzo di trasporto per persone e merci, è un particolare e robusto carro a quattro ruote per trasporti molto pesanti; la denominazione deriva dalle sproporzionate dimensioni tra lunghezza e larghezza, che ne influenzavano il moto, specie nelle curve, affrontate con difficoltà dal conduttore, costretto ad una guida ondulatoria. A Messina nel dopoguerra fu impiegato, fino agli anni settanta, nella zona portuale, tirato da buoi, per il trasporto di botti e fusti contenenti prodotti essenziali derivati dalla trasformazione agrumaria.