Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

17 febbraio 11.58 Uil, presentate stamane 4 proposte per il rilancio del tessuto produttivo messinese

Presentate stamane nel corso di una conferenza stampa le 4 proproste della Uil di Messina per il rilancio del tessuto economico e produttivo dell’intera provincia. Per Costantino Amato, segretario generale della Uil, “la drammatica crisi economico-finanziaria che ha colpito il nostro Paese ha sicuramente avuto gli effetti più tragici al Mezzogiorno e in particolare in Sicilia, dove il tessuto produttivo è più debole. A differenza, infatti, delle precedenti crisi che ponevano fuori del mercato le imprese più marginali e meno innovative, premiando invece quelle che erano state sollecite ad introdurre nuove modalità organizzative e nuovi prodotti, la crisi attuale non distingue tra le aziende. Tutte, indipendente dai fatturati, dai prodotti, dalla dimensione e dal settore finiscono nel buco nero della recessione.

Il che significa chiusure degli impianti e riduzione dell’occupazione. Solo nella provincia di Messina sono quasi 4 mila le posizioni lavorative che hanno subito nell’ultimo anno una modifica, dai licenziamenti alla riduzione dell’orario, cassa integrazione, contratti di solidarietà. A tutto il 2010 nella nostra provincia sono state 3.083.715 le ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) autorizzate, più del doppio rispetto all’anno precedente. Ma, quel che è peggio -prosegue Amato- abbiamo assistito e continuiamo ad assistere alla “rivoluzione culturale del gambero”, una sorta di senso di rivalsa, ma al contrario, che vede giovani e meno giovani avviliti ed assuefatti agli effetti di una crisi che prima svuota i portafogli e poi spegne l’entusiasmo del fare. Ecco perché occorre che tutti, ciascuno per la propria competenza, si diano da fare e compiano uno scatto di orgoglio che, in accordo con le forze imprenditoriali e sociali sane, che pure esistono in questa provincia, porti un piano di sviluppo che possa far riemergere i 108 Comuni del messinese dal baratro in cui lentamente stanno scivolando”.

Secondo la Uil, è necessario avviare un percorso condiviso che coinvolga, oltre alle parti sociali, i cittadini, i lavoratori, le aziende presenti sul territorio e le istituzioni nasce dall’amara valutazione della delicata fase storica che stiamo vivendo. Una fase in cui l’intera provincia si trova costretta a fare i conti con una crisi economica, ma anche socio-culturale, senza precedenti, nell’ambito della quale obiettivo primario diviene fornire un’informazione il più possibile semplice e diretta alla gente raccogliendo richieste e osservazioni, con lo scopo di dare vita a un nuovo percorso di riqualificazione in cui il cittadino si senta protagonista delle scelte di governance urbana.

“E’ in questa delicatissima fase che la Uil, come ha fatto in passato -aggiunge Amato- vuole fornire il proprio prezioso contributo, scendendo in campo con coraggio, mettendosi, come sempre ha fatto, in maniera propositiva al servizio del cittadino. In trincea al fine di avviare un confronto serrato con le parti datoriali, e non solo, a tutela dei lavoratori e dei posti di lavoro e a sostegno dello sviluppo.
Uno sforzo comune alla ricerca di convergenze programmatiche su possibili proposte per un futuro sostenibile per il nostro territorio. Uno sforzo che vede il sindacato scendere in campo concretamente e in prima linea, al di là degli impegni generici, chiamando in causa non solo i Comuni interessati, ma anche la Provincia Regionale, le aziende presenti sul territorio, l’Associazione degli Industriali, e tutti i soggetti coinvolti, perché ciascuno svolga appieno il suo ruolo per far sì che i buoni intendimenti non restino tali ma si trasformino in azioni concrete a sostegno della ripresa economica del territorio”.


Quattro proposte UIL per Messina e la sua provincia

La valutazione di base da cui il percorso condiviso muove è che in provincia di Messina esistono quattro macroaree ognuna diversa per tipologia, peculiarità e vocazioni, ma tutte nel complesso da rilanciare.
Si tratta in sostanza dell’agglomerato industriale di Giammoro, del comprensorio dei Nebrodi, dell’area metropolitana di Messina, e della riviera ionica, inclusa la fascia pedemontana compresa, a grandi linee, tra il comune di Scaletta e quello di Francavilla di Sicilia.
Quattro macroaree per ognuna delle quali la UIL ha pensato un percorso condiviso fatto di incontri con le istituzioni e i soggetti più rappresentativi sul territorio per elaborare proposte concrete che possano portare ad un reale sviluppo per il territorio.
Gli incontri saranno sostanzialmente quattro, uno per ogni macroarea e avranno un momento di sintesi in un incontro finale che vedrà l’elaborazione di una proposta complessiva per il territorio provinciale da presentare al Governo Regionale e Nazionale per far che la provincia di Messina si affranchi finalmente dal triste primato di “Cenerentola d’Italia”.
Gli incontri, che vedranno di volta in volta il coinvolgimento dei sindaci dei Comuni interessati, della Provincia Regionale, dell’associazione industriali, delle parti sociali e, non ultimi, dei cittadini e dei lavoratori, si svolgeranno sul territorio in oggetto, mentre la fase conclusiva si svolgerà nel salone della Camera Sindacale Provinciale di Messina, con il coinvolgimento delle istituzioni ai più alti livelli e dei vertici nazionali e regionali del sindacato.

Cittadini e partecipazione

L’idea di fondo del Forum è quella di coinvolgere direttamente il cittadino affinché egli stesso divenga protagonista di un percorso non più subito ma scelto discusso e, soprattutto condiviso, ecco perché abbiamo scelto di coinvolgere il più possibile le associazioni e le reti presenti sul territorio e gli stessi cittadini perché ciascuno porti il proprio prezioso contributo. Per far questo abbiamo pensato una sorta di questionario che verrà distribuito nell’ambito di ciascun incontro, prevedendo inoltre la possibilità di inviare la propria proposta via fax al numero 0902935019, o via mail all’indirizzo ufficiostampauilme@tiscali.it. Ciascuna proposta verrà attentamente valutata e le migliori confluiranno in un documento finale che verrà presentato alle istituzioni a fine percorso. Per essere insieme protagonisti del cambiamento.

Le tappe del percorso
Il percorso si articolerà sostanzialmente in sei tappe principali:

1. Conferenza stampa di presentazione del percorso.
Giovedì 17 febbraio, ore 9.30, Sala Riunioni, Camera Sindacale Provinciale
Messina.

2. Milazzo, la Valle del Mela e l’area ASI di Giammoro: opportunità mancate e prospettive di rilancio.
Martedì 22 febbraio 2011, ore 9.00, Mediterranea club, Milazzo

Si tratta dell’agglomerato industriale più importante della

Sicilia Orientale, con una cinquantina di piccole aziende e i colossi Aicon, Duferdofin, Edipower e RAM, che nel complesso, non considerando l’indotto, occupano più di un migliaio di persone.
Cinque i Comuni interessati: San Filippo del Mela, Pace del Mela, San Pier Niceto, Monforte San Giorgio e Milazzo.
Eppure anche qui gli effetti della crisi sono evidenti. Le commesse sono in calo, il ricorso alla cassa integrazione è frequente, così come frequente è l’utilizzo di contratti di solidarietà e mobilità, nell’indifferenza più totale delle istituzioni, che non garantiscono servizi, quando, peggio, non ostacolano gli investimenti attraverso lungaggini burocratiche e rimpalli di responsabilità. Non solo. Le infrastrutture sono insufficienti, quando non del tutto inesistenti, così come inesistenti sono i servizi.

3. Sant’Agata e il Comprensorio Nebroideo: una sfida per il futuro

Pur essendo un comprensorio dotato di impareggiabili bellezze paesaggistiche (basti pensare al Parco dei Nebrodi e alla Costa Saracena, con i suoi quasi 8000 posti letto), risorse produttive e numerose tipicità dal punto di vista manifatturiero e agroalimentare, l’area dei Nebrodi soffre ormai da tempo degli effetti di numerose disfunzioni. Il territorio, ferito nel più profondo, è stato stravolto da un dissesto senza precedenti che ha coinvolto quasi tutti gli abitati della fascia nebroidea, da San Fratello, a Caronia, sino a Capo D’Orlando e Brolo. A ciò si aggiunga il rischio isolamento dovuto tanto alla fragilità del territorio quanto alla mancata realizzazione e al mancato completamento di importanti infrastrutture, come la S.S Nord-Sud (Santo Stefano-Gela) e il raddoppio ferroviario sulla linea Patti-Lascari. Un problema questo che si connette fortemente al disimpegno di Rfi in tutta la Provincia con il taglio dei treni a lunga percorrenza, la riduzione delle soste e il conseguente abbandono delle stazioni. Il tutto in un’area caratterizzata da una alta incidenza di lavoro nero e irregolare e con un altissimo numero di precari.

4. La scommessa Messina: percorsi per uno sviluppo sostenibile

Città metropolitana con più di 250 mila abitanti, Messina si trova ormai schiacciata dal peso di decenni di amministrazioni politiche inconcludenti che non hanno saputo cogliere importanti opportunità di sviluppo. Snobbata dai governi nazionali e regionali, la città è divenuta in pochi anni la “Cenerentola d’Italia”, attestandosi tra i luoghi meno vivibili del Paese. Città di transito per eccellenza, si trova a doversi confrontare ogni giorno con una viabilità impazzita, con un sistema di trasporto pubblico ridotto all’osso e con un sistema ferroviario, figlio di una feroce logica di mercato, ridotto sempre più a lumicino. La linea tranviaria, che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, risolvere tutti i problemi di mobilità urbana dei messinesi, non solo non ha dato particolari vantaggi, ma ha creato grossi problemi alla collettività dando vita ad una barriera di ferro che di fatto impedisce la libera fruizione della cortina del porto e affossando i bilanci dell’azienda trasporti cittadina. I servizi alla persona, quali asili nido, il sistema istruzione, assistenza domiciliare integrata, ciclo dei rifiuti ed il sistema idrico integrato, sono insufficienti quando non totalmente inesistenti. Per non parlare dei servizi sanitari e delle politiche per la salute, che risultano carenti. Degli oltre 2500 posti letto tagliati in tutta la Sicilia, 561 sono solo nella provincia di Messina. Tagli ai quali si vanno ad aggiungere quelli inflitti alle guardie mediche, alle risorse per la mobilità attiva extra regionale e ai finanziamenti procapite per la riabilitazione, la specialistica ambulatoriale e l’assistenza convenzionata. Meglio non va per la scuola, affossata dai tagli imposti dalla riforma Gelmini, e per tutti gli altri settori produttivi investiti dalla crisi globale che in città ha prodotto esiti sconfortanti, con centinaia e centinaia di lavoratori in cassa integrazione o mobilità.

5. Riviera ionica e zone pedemontane e dei Peloritani: ripartire dal territorio.

Caratterizzata da forti contraddizioni la riviera ionica della provincia di Messina, insieme con i Comuni della fascia pedemontana e dei Peloritani, rappresenta una delle aree con più grandi potenzialità nel comprensorio dello Stretto. Vuoi per la bellezza dei luoghi, vuoi per la vocazione di questi comuni, a prevalenza turistici, l’area ha sempre costituito un fiore all’occhiello per la realtà messinese. Fatta eccezione però per il comprensorio di Taormina, la vocazione turistica dei luoghi è stata spesso poco valorizzata, come poco attenzionato è stato il territorio con i risultati catastrofici di abbandono delle campagne e conseguente dissesto idrogeologico.

6. Evento conclusivo:
“Percorsi condivisi per uno sviluppo sostenibile”
Quattro proposte UIL per Messina e la sua provincia

L’evento conclusivo rappresenta l’estrema sintesi del percorso avviato e prevede la presentazione alle istituzioni e alla cittadinanza del “Progetto UIL” per la Provincia di Messina. Un progetto che verrà articolato in proposta scritta che verrà sottoscritta anche dai vertici regionali e nazionali del sindacato che si faranno garanti della proposta a tutti i livelli istituzionali. Un sindacato che, come la Uil, ha accettato di cogliere sempre le sfide producendo in più occasioni buone idee spendibili immediatamente per il rilancio del territorio, deve infatti trovare la capacità di leggere la realtà e tentare di dare il proprio contributo. La provincia di Messina ha sicuramente bisogno di uscire dal tunnel e dall’isolamento in cui è stata relegata. Un isolamento a volte consapevole nel quale spesso e volentieri si è invischiata, crogiolandosi nell’attesa della cosiddetta “manna dal cielo”. E’ il momento di invertire la tendenza e smetterla con l’economia assistita. Bisogna pretendere maggiore attenzione attraverso la sinergia di tutte le forze istituzionali. Bisogna compiere uno scatto di orgoglio che ci restituisca la dignità e la voglia di fare. Puntare sulle proprie forze, sulle proprie capacità e potenzialità, che pure in questa città e in questa provincia sono molteplici, tanto in termini di risorse paesaggistiche che in termini di capitale umano. E’ su questo che si gioca la “scommessa Messina”. Attivare le risorse produttive esistenti e, compatibilmente al rispetto e alla tutela dell’ambiente e del territorio, proporre un nuovo modello di sviluppo. Un modello che sia solo nostro e che calzi come un guanto sulle specificità della nostra provincia.