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17 febbraio 07.30 Sgombero Teatro Pinelli, nota del Circolo “Vittorio Foa” del PD

Lo sgombero del Teatro Pinelli

In relazione allo sgombero del Teatro “Pinelli” -scrivono i coordinatori Piero David e Filippo Cangemi- esprimiamo piena solidarietà e sostegno politico agli occupanti, per un’esperienza che per quasi due mesi ha riportato all’attenzione della città la questione dell’utilizzo dei beni comuni, abbandonati dalle istituzioni, della valorizzazione culturale e sociale degli spazi pubblici, della prospettiva economica dell’Area dello Stretto.

La vicenda del Teatro in Fiera, mantenuto in stato di abbandono per 17 anni, e poi ritornato d’interesse per le istituzioni a seguito di un’occupazione pacifica, per svolgere attività culturali e sociali aperte al territorio, è in un certo modo il simbolo di come le istituzioni cittadine (Enti locali e Autorità Portuale soprattutto) si rapportino col proprio territorio, e di come nel tempo si siano dimostrate incapaci di gestire e

pianificare anche quelle attività che sono la vocazione “naturale” della città. Provincia e Comune, enti sostanzialmente falliti, ormai da alcuni anni assistono inebetite alla chiusura di imprese, all’emigrazione dei giovani più qualificati, all’impoverimento complessivo del territorio, aggrappati ad una chimera, quella del Ponte, che per anni ha di fatto bloccato la pianificazione dell’Area dello Stretto. L’Autorità Portale, ente del quale si stenta a comprendere l’utilità, gestisce le aree di propria competenza senza porsi il problema di riqualificarle per la fruizione dei cittadini e garantisce alle società di traghettamento (Caronte-Tourist, FF.SS. e Metromare) servizi in sostanziale regime di monopolio, a spese del milione di pendolari che ogni anno si muovono tra le due sponde dello Stretto.

In questo contesto, l’esperienza del teatro “Pinelli” occupato ha rappresentato l’occasione per la città di discutere della propria condizione e del proprio futuro. Un tentativo che dobbiamo sforzarci a far continuare, anche in altre modalità o in ulteriori spazi pubblici, contribuendo a riaprire il dibattito sulle prospettive culturali, sociali ed economiche del nostro territorio”.