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17 febbraio 07.30 Scuola in Sicilia, la FLC Cgil di Messina boccia i provvedimenti dell’assessore Scilabra

Dopo le operazioni dei giorni scorsi che hanno ridisegnato la mappa delle istituzioni scolastiche siciliane, nonostante le perplessità emerse da parte della FLC CGIL di Messina, relativamente al piano della secondaria per il dimensionamento della rete scolastica (per Messina riunito l’11.2.2013), il dato acquisito erano le 6 istituzioni scolastiche che la nostra provincia otteneva dal riordino.

Senza offrire motivazioni comprensibili, nella migliore tradizione delle inspiegabili cose siciliane, l’assessora Nelli Scilabra, ha sottratto una autonomia a Messina, una a Palermo e le ha attribuite alla provincia di Enna.

Quale conseguenza per la nostra provincia? L’Istituto Comprensivo n. 2 di Taormina, con 506 alunni, viene aggregato all’Istituto Comprensivo n. 1 dello stesso comune, con 977 alunni, producendo un vasto latifondo di plessi scolastici per un totale di 1483 alunni! La precedente proposta, concordata al tavolo regionale, prevedeva il mantenimento dell’autonomia per l’IC N. 2 di Taormina grazie all’accorpamento del plesso di Gaggi ora appartenente all’IC di Giardini. Il taglio di organico prevede naturalmente la perdita di 1 posto di Dirigente, 1 di Direttore dei Servizi, ma circa 6/7 posti di personale ausiliario e amministrativo: almeno 9 unità cancellate con un tratto di penna!

Graziamaria Pistorino, Segr. Gen. della FLC CGIL di Messina, dichiara: “Non è possibile trattare le scuole ed i lavoratori delle scuole, oltre che i fondamentali diritti di studenti e genitori, come caselle di un tabulato! Il ruolo di garanzia e di democrazia che hanno i tavoli di discussione, servono a chi amministra a motivare, ad argomentare le scelte. Se la scelta dell’assessorato regionale è supportata da valide ragioni, perché queste ragioni non sono state almeno comunicate alle organizzazioni sindacali? Dalla giovane Assessora Scilabra ci aspettavamo maggiore chiarezza!”

Adesso è necessario e urgente, come la FLC CGIL ha già dichiarato al tavolo regionale, rivedere, in modo organico e sistematico, tutte le scelte in materia di dimensionamento e avviare una discussione ampia in grado di coinvolgere i diversi soggetti in campo: enti locali, scuole, sindacati, amministrazione. È questa una strada obbligata se si vuole costruire un sistema scolastico davvero rispondente alle esigenze di qualità e funzionalità del complicato territorio di Messina. La FLC CGIL si è spesa in tutte le iniziative utili a tal fine, a partire dalle sollecitazioni della segreteria regionale per il prossimo incontro utile alla definizione degli indirizzi delle scuole secondarie (ad es. i Licei musicali) e per la composizione organica di un’offerta formativa non

liquidabile in modo frettoloso come è avvenuto quest’anno.

Anche a livello nazionale, le procedure di dimensionamento scolastico per il prossimo anno scolastico 2013/2014 sono nel pieno della confusione e dell’incertezza dovuta, da una parte all’assenza di un quadro normativo chiaro per responsabilità primaria del Governo, e dall’altra all’assenza di una seria programmazione, aperta alla partecipazione dei soggetti interessati e fondata sulle effettive esigenze educative-didattiche del territorio.

Quello che è certo è che non si è realizzato un vero confronto a livello di base in grado di coinvolgere i soggetti interessati, magari con tavoli tecnici ad hoc, e salvo limitate eccezioni, talora solo di carattere informativo, non vi è stato un vero confronto con le Organizzazioni Sindacali. Peraltro, lo scorso 7 febbraio nell’incontro in Conferenza unificata Stato-Regioni è saltata la possibilità di raggiungere un’intesa sui nuovi parametri di dimensionamento scolastico a causa dell’indisponibilità di MIUR e MEF a voler rispettare il criterio di assegnazione alle regioni dei Dirigenti scolastici in base al numero di scuole risultanti dal parametro medio di 900 alunni.

La bozza di intesa che era in discussione tra Stato e Regioni, seppur giunta con estremo ritardo e con moltissimi limiti e punti critici da noi ripetutamente segnalati, almeno definiva un sistema di regole di riferimento valido per l’intero territorio nazionale dopo che la Corte Costituzionale aveva giustamente demolito quanto predisposto precedentemente in materia dal Governo Berlusconi.

Ora, l’assenza di regole e riferimenti chiari e condivisi rischia di ricadere pesantemente sulla qualità e sulla validità delle operazioni di riorganizzazione della rete scolastica che molte Regioni comunque hanno deciso di portare avanti. Con il pericolo che molte operazioni possano essere messe in discussione in sede legale (cosa avvenuta anche di recente) laddove gli interessati (enti locali, utenza, personale) ravvisassero una lesione dei propri diritti in base ai principi della sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso.

Per la FLC CGIL la gestione di questa partita dimostra come la mancanza di una governante efficace, una scelta strategica che investe tutti i soggetti che hanno un compito educativo, finisce per penalizzare solo il diritto sociale all’istruzione.

È evidente, pertanto, l’urgenza di un forte intervento politico su questa materia che sia in grado di ripristinare un quadro di regole chiaro e condiviso da tutti i soggetti interessati e di assicurare all’utenza e al personale effettivi livelli di qualità delle scuole. Sarà per la FLC CGIL questo un impegno prioritario anche in vista del prossimo incontro della Conferenza delle Regioni previsto per il 21 febbraio 2013.