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16 luglio 15.05 Perché la Sicilia rischia il fallimento

Da Emanuele Ferrara, messinese trapiantato a Prato, riceviamo e pubblichiamo:

“Ancora nessuno lo dice, ma qualcuno comincia a preoccuparsi. La Sicilia rischia il fallimento perchè il suo modello sociale ha come elementi principali l’utilizzo disinvolto delle assunzioni pubbliche clientelari, senza copertura finanziaria, di precari e di forestali senza foreste, nonchè di corsi di formazione che non hanno mai formato nessuno! Tutto in Sicilia è stato trasformato in un grande bacino elettorale che ha creato favoritismi e scambi con un enorme degrado civile e morale che ha finito per impoverire sempre di più i cittadini comprimendone la crescita e lo sviluppo. I dati di Confindustria Sicilia sono allarmanti e ci dicono che la regione e sull’orlo del fallimento con 5 miliardi di euro di buco certificati dalla Corte dei Conti. Per correggere questa gravissima situazione non ci sono altre strade al di fuori della verità! Bisogna che i siciliani sappiano che continuando di questo passo, saranno i primi a trovarsi presto senza stipendi e senza pensione. Nessuno lo dice, ma bisogna cominciare a parlarne. Gli sprechi insopportabili a partire dai 20 mila dipendenti regionali, sono l’effetto di una autonomia che ha finito per danneggiare tutti e tutto. Se fossimo stati controllati dallo Stato noi siciliani non avremmo oggi 30 mila precari e 30 mila forestali. In verità molti sanno che l’autonomia concessa nel dopoguerra in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime è stata utilizzata dalla classe politica siciliana per garantire a se stessa l’impunità. Per queste ragioni, senza un cambiamento radicale del modello Sicilia e della sua classe politica, l’isola è destinata in breve alla bancarotta con tutte le conseguenze che ciò comporterà”.