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16 febbraio 12.31 Messinambiente, la UIL: “Finiamola con i giochetti e affrontiamo seriamente la questione”

“Abbiamo il timore che a Messina si stia giocando una partita scorretta sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini”. E’ così che il Segretario Generale della UIL Costantino Amato esprime la preoccupazione del sindacato sulla vertenza Messinambiente. “L’impressione che abbiamo – spiega Amato – è che si stia facendo di tutto per smantellare un servizio che negli ultimi quindici anni è stato efficiente. Ci piace infatti ricordare come le uniche volte che la città ha attraversato una emergenza rifiuti è stato per diretta responsabilità di chi non ha permesso all’azienda di corrispondere gli stipendi. Ci piace poi sottolineare come la nostra città rappresenti nel panorama siciliano un’isola felice se si considerano gli altri comuni trasformati in pattumiere a cielo aperto con gravissime responsabilità dei 27 ATO siciliani.”
“Vorremmo capire dall’ATO 3 – prosegue Amato – e da chi la dirige dove effettivamente si vuole andare a parare, dal momento che, neanche 24 ore fa, avevamo avuto rassicurazioni da parte del Sindaco sulla volontà di Palazzo Zanca di continuare a puntare su Messinambiente per garantire il servizio a Messina. Si impone pertanto che a partire da lunedì 21, nel già programmato incontro con il Sindaco, la UIL porrà come pregiudiziale per il proseguimento del confronto la questione rifiuti, a partire proprio dal ruolo dell’ATO e dell’amministrazione comunale.”
A intervenire anche il segretario provinciale

della UIL Trasporti, Silvio Lasagni. “Siamo preoccupati per le dichiarazioni rilasciate da Ruggeri che alla stampa locale lascia intendere di aver già fatto fuori Messinambiente, creando inutile allarmismo tra i lavoratori. Vogliamo ricordare al Commissario dell’ATO 3 che se Messinambiente oggi si trova in queste condizioni è probabilmente anche perché dei 31 milioni di euro previsti come contributo annuale per il servizio dagli accordi 2008/2009, la società ne ottiene solo 22. Un milione e 870 mila euro al mese, bastevoli solo per pagare stipendi e contributi. Se infatti gli accordi fossero stati rispettati la società avrebbe ad oggi chiuso i bilanci in attivo.”
“Ci piace poi sottolineare – commentano Amato e Lasagni – che, per ciò che concerne la differenziata, Messinambiente già a partire dal 2002 aveva messo in campo una vasta e capillare operazione di sensibilizzazione e informazione dei cittadini, che oltretutto, mensilmente venivano aggiornati sulla quantità di raccolta differenziata effettuata e sulla quantità dei rifiuti che invece venivano confluiti in discarica. Il che ci lascia pensare che se l’ATO e l’amministrazione comunale gli fornissero gli adeguati strumenti finanziari per operare, la società non avrebbe alcuna difficoltà ad erogare un servizio che in passato, sia pur in parte, ha già erogato. Finiamola con i giochetti e affrontiamo seriamente e responsabilmente la questione, prima che quello che oggi è un problema possa domani trasformarsi in una drammatica emergenza”.