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16 febbraio 11.20 Messinambiente, i lavoratori incrociano le braccia

Lavoratori fermi questa mattina a Messinambiente. Bloccato il servizio di raccolta dei rifiuti a causa del fermo dei mezzi, guasti e ormai obsoleti.

“Quanto avvenuto ieri – dichiarano Clara Crocè, segretaria provinciale della FP CGIL, e Silvio Lasagni, segretario provinciale della UILTRASPORTI, e Carmelo Pino responsabile di settore per la CGIL – è la conseguenza della mancanza di sicurezza in cui ogni giorno sono costretti ad operare i lavoratori di Messinambiente, quotidianamente alle prese con mezzi vetusti e obsoleti e spesso in pessime condizioni di efficienza.”

“In tutti questi mesi – precisano la Crocè, Lasagni e Pino – è stato possibile procedere al servizio di raccolta solo grazie al grande spirito di sacrificio ed abnegazione degli operatori che, pur coscienti di mettere a repentaglio la propria salute, hanno scelto di continuare a fornire un servizio essenziale ai cittadini. Le dichiarazioni ingrate del liquidatore della società, Armando Di Maria, che oggi scarica tutta la colpa dell’incidente avvenuto ieri sul lavoratore, hanno però prodotto un senso di profondo e generalizzato rammarico che ha portato alla denuncia dei guasti, ormai non più tollerabili, dei mezzi all’officina, con il risultato che questa mattina solo i mezzi più efficienti, cinque in tutto, hanno potuto procedere al servizio.”

“Vogliamo ricordare a Di Maria – proseguono i dirigenti sindacali – che il lavoratore vittima dell’infortunio è stato costretto ad effettuare una manovra incauta per procedere alla raccolta che, in caso contrario, non avrebbe potuto essere effettuata, in quanto il mezzo non lo consentiva.  Vorremmo poi ricordare al commissario liquidatore che, onestamente ci sembra vergognoso scaricare su un operatore responsabilità che sono anche, anzi soprattutto dell’azienda. Vorremmo poi ricordare anche al Sindaco le proprie responsabilità. Tutto questo, infatti, nasce dalla cronica mancanza di liquidità della società dovuta al fatto che Comune e ATO 3 invece di versare per intero le somme pattuite, versano a malapena (e quando proprio non possono farne a meno) appena i due terzi dell’importo dovuto.”