15 marzo 08.24 ATM, Carreri (RM): “Nulla è cambiato, fallita inversione di rotta”

“In Atm tutto è cambiato perché nulla cambiasse veramente”, lo denuncia in un’interrogazione urgente il Consigliere comunale di Risorgimento Messinese, Nino Carreri, che evidenzia come “nel momento di peggior crisi dell’azienda, sembrerebbe che alcuni dipendenti già posti in pensione negli scorsi mesi, siano stati “trattenuti” in servizio con un ulteriore beneficio economico extra-stipendiale; ed ancora lasciano perplessi le motivazioni di tali iniziative che offendono la città, gli utenti e i tanti dipendenti i quali continuano a lavorare tra i numerosi disagi e troppo spesso senza la certezza salariale.

All’esterno -ha proseguito Carreri – ci si continua a giustificare attraverso l’esercizio perpetuo di attaccare il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo e la sua Giunta, per i ridotti trasferimenti dovuti all’entrata in esercizio del tram mentre in “house” si continua a criticare l’amministrazione comunale per i ritardati pagamenti di quote di bilancio mai approvate dal consiglio comunale. Nel frattempo in azienda ci troviamo di fronte -ha rincarato la dose il consigliere comunale di RM- ad atteggiamenti spregiudicati ed arroganti che confermano l’inadeguatezza della “cura” finora seguita per fare cambiare rotta ad

un’Azienda in perenne crisi, ma che continua a collezionare provvedimenti che lasciano basiti perché certamente non improntati al raggiungimento dell’efficienza e dell’economicità”.

Carreri chiede quindi al Sindaco Buzzanca:
se e quante persone vengono attualmente mantenute in servizio nonostante i raggiunti limiti per la messa in quiescenza;

se questi dipendenti prima di andare in pensione abbiano avuto la possibilità di utilizzare le ferie o se invece, come risulta allo scrivente, siano state liquidate indennità per mancato godimento dei congedi;

si chiede inoltre quanti e quali contratti di collaborazione e consulenza siano allo stato attuale posti in essere dall’amministrazione commissariale dell’azienda e soprattutto con quale ritorno di economicità/utilità;

quanti siano i dipendenti dichiarati inidonei definitivi e che per tali motivazioni potrebbero usufruire delle agevolazioni di legge per la messa in quiescenza, che invece vengono spostati ai diversi settori amministrativi e mantenuti a bordo di un carrozzone che fa acqua da tutte le parti;

quali interventi ulteriori, prima della molto probabile liquidazione aziendale, l’amministrazione abbia intenzione di intraprendere per provare a fermare questa inerzia distruttiva dell’ATM o per ripensare una nuova società del trasporto pubblico con una nuova dirigenza e con nuovi obiettivi.

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