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15 febbraio 14.15 Pianta Organica Ente Teatro, questa sera protesta degli orchestrali

Stasera al Teatro Vittorio Emanuele durante la prima delle opere “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi” protesta dei professori d’orchestra contro la mancata approvazione della pianta organica ed il preannunciato taglio dei fondi per la stagione 2011/2012 da parte della Regione Siciliana.

Decisa risposta di SLC-CGIL,FISTEL-CISL,UILCOM e FIALS-CISAL alla mancata approvazione della pianta organica, restituita senza alcuna motivazione dalla Regione Siciliana all’Ente Autonomo Teatro di Messina.
Lo spettacolo di questa sera “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi”, andrà regolarmente in scena ma subirà un piccolo posticipo rispetto al previsto orario d’inizio.
Gli orchestrali, la cui stabilizzazione viene ancora una volta rinviata, attenderanno il pubblico all’ingresso del teatro e dopo si presenteranno in scena con il naso di Pinocchio, il personaggio simbolo che raffigura la “bugia” per antonomasia, marcando così la condizione a cui da anni devono sottostare come lavoratori.
Questa, che riguarda gli organici del Teatro, è una lunga storia che va avanti da anni, fatta di continue promesse di stabilizzazione, di emanazione di leggi Regionali, di impegni formali ed informali, che dovevano servire a garantire stabilità economica ai lavoratori ed un conseguente futuro alle loro famiglie.
Negli anni è stata persino emanata una legge Regionale, a garanzia e tutela della loro stabilizzazione; questa prevedeva prima il 15% e dopo, precisamente dall’anno 2005, che il 20% dell’intero ammontare dei finanziamenti annuali, erogati all’Ente Teatro di Messina, fosse finalizzato, e quindi speso, per la realizzazione di spettacoli che permettessero, a questi lavoratori, di racimolare il numero minimo annuale delle giornate lavorative, per consentire una qualche forma di garanzia economico/occupazionale
La dirigenza di questo Ente, succedutasi negli anni, Presidenti, Commissari, Consigli di Amministrazione, non hanno mai inteso dare seguito a quanto la Legge Regionale prevedeva, dimezzando, di fatto, gli spettacoli e le programmazioni per la musica con un investimento del solo 11%

medio annuo.
Come spesso accade al danno si aggiunge la beffa ed a fine anno 2010, arrivano due notizie che coinvolgono negativamente tutti i lavoratori (sia essi stabilizzati che precari):
– la prima: la Regione Siciliana ha restituito al C.d.A. dell’Ente Teatro, per l’ennesima volta e dopo ben tre anni dalla sua redazione, la Pianta Organica che conteneva, tra l’altro, anche la stabilizzazione dei professori dell’orchestra che si vedono menzionati da anni, nei manifesti, come “Orchestra del teatro Vittorio Emanuele” ma di fatto sono “lavoratori con contratto a tempo determinato”….come dire.. “usa e getta”.
– La seconda: un taglio ai finanziamenti per l’anno 2011.
Entrambe le notizie oltre ad assestare un duro colpo di immagine alla Città di Messina, e a non rispondere adeguatamente alla domanda di cultura dei messinesi (positiva la risposta dei cittadini alla manifestazione per notte della cultura del 12 febbraio), non consentono una efficiente programmazione di eventi e spettacoli, per la stagione 2011/2012.
Tutto ciò acuisce, in una provincia dove la mancanza di occupazione ha un peso non più sostenibile, la continua precarizzazione del lavoro.
I Professori dell’Orchestra, pur riconoscendo che l’attuale Presidenza dell’Ente Teatro ed il suo C.d.A. non ha ancora potuto compiere atti concreti per la soluzione di quanto denunciato, chiedono, quindi con forza, che la quota del 20% del contributo in favore dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, sia destinata alla stabilizzazione dell’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele; ciò attraverso l’inserimento dei suoi componenti nella Pianta Organica che dovrà essere nuovamente presentata alla Regione.
Nelle more della sua approvazione SLC-CGIL,FISTEL-CISL,UILCOM e FIALS-CISAL chiedono, ancora, che la stessa somma del 20% sia destinata da subito nella programmazione per la stagione 2011/2012.
SLC-CGIL,FISTEL-CISL,UILCOM,FIALS-CISAL ed i lavoratori chiedono pertanto al pubblico del teatro, ed alla cittadinanza, di sostenere questa vertenza anche attraverso il continuo incremento di presenza agli spettacoli, ed in termini di abbonamenti.