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15 febbraio 11.26 Punteruolo rosso, Tignino: “La perizia presenta incongruità”

“La Perizia relativa al Monitoraggio del Punteruolo rosso delle palme redatta dall’Amministrazione Comunale di Messina -scrive il responsabile Ambiente del PD- presenta diverse incongruità che, se non adeguatamente corrette, rischiano di rappresentate un’ulteriore spreco di fondi pubblici.

  • Ispezioni locali eseguite tre volte a settimana sono eccessive e sottraggono risorse ad altre attività certamente più utili;
  • La specie da monitorare con maggiore assiduità è la canariensis, mentre la dactylifera (quella sul Viale S. Martino) è più resistente all’insetto e può essere oggetto di un monitoraggio meno intensivo;
  • Il controllo visivo serve solamente a individuare i sintomi, ma deve essere seguito da un’ispezione accurata della chioma con l’impiego di una piattaforma elevabile non prevista in perizia;
  • I trattamenti fitosanitari possono essere eseguiti in centro urbano solamente nel periodo autorizzato dal Ministero della Salute attraverso l’emanazione di un’apposita delega all’uso dei fitofarmaci indicati nei Piani di Azione;
  • I trattamenti per aspersione diretta ad alta pressione sulla chioma risultano essere eccessivamente costosi e molto invasivi dal punto di vista ambientale;
  • Non esiste traccia delle azioni necessarie alla messa in atto dei cordoni fitosanitari utili a salvaguardare le palme insistenti nelle aree limitrofe a quelle attaccate;
  • Esiste la possibilità di eseguire trattamenti localizzati mediante tecniche diverse da quelle previste in perizia con cisti decisamente minori garantendo, al contempo, una maggiore efficacia del prodotto legata ad una minore dispersione;
  • I costi previsti per il previsto abbattimento delle palme sono decisamente inferiori a quelli effettivi;
  • Prima di abbattere le palme è necessario valutare lo stadio dell’infestazione in quanto entro il I° e II° stadio è
    possibile recuperare il soggetto mediante opportuni trattamenti;
  • Risulta carente la parte legata alla triturazione ed allo smaltimento dei soggetti abbattuti.

 A monte della perizia manca nella maniera più assoluta l’azione di informazione e divulgazione che tutte le Amministrazioni sono tenute a mettere in atto.

Inoltre sarebbe stato il caso di individuare e concentrarsi sulla salvaguardia di esemplari storici e di pregio architettonico e botanico. 

In tal senso continua l’azione messa in atto dall’Amministrazione Comunale per attirare il Punteruolo rosso in città e favorirne la propagazione.

Si ricordano, a tal proposito, i trattamenti in completa difformità rispetto i Piani di Lotta Obbligatori Nazionali e Regionali eseguiti sugli esemplari di Piazza Municipio e della Passeggiata a Mare con potature fuori periodo di parti verdi con emissione di sostanze volatili che attirano l’insetto e trattamenti con prodotti di nessuna efficacia.

Per ulteriore beffa alla città, successivamente l’emanazione dell’Ordinanza Sindacale n. 93, si è proceduto ad effettuare gli stessi trattamenti (vietati con l’Ordinanza avanti citata giusto all’interno) del Giardino del Tribunale di Messina sotto gli occhi di chi veniva incaricato di far rispettare la stessa Ordinanza Sindacale. 

Infine, si prende atto di come l’Assessorato all’Arredo Urbano sia coinvolto in prima linea nel risanamento  del bilancio Comunale evitando il dissesto.

Infatti, a quanto pare, provvede a fare legna da ardere che sicuramente sarà venduta per risanare le casse comunali.

Infatti solo in tale ottica di risanamento finanziario possono giustificarsi i tagli effettuati su quello che resta dell’alberata urbana oggi ridotta a pochi monconi di tronco nell’assoluto silenzio di quanti hanno gridato allo scempio durante le potature degli anni 2007 e 2008″.