14 novembre 12.35 Università, Messina porta a casa 50 milioni di progetti

Si è svolta oggi nell’Aula Magna dell’Università di Messina una conferenza stampa durante la quale il rettore, prof. Francesco Tomasello ha illustrato il piano di sviluppo dell’Ateneo.
Il MIUR ha comunicato che con decreto dell’11 Novembre 2011 sono stati approvati gli atti della Commissione di Valutazione per il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 per le Regioni Convergenza (Campania, Puglia, Sicilia e Calabria).
L’Universita’ di Messina, da sola, grazie alla capacita’ progettuale dei suoi gruppi di ricerca, e’ riuscita a superare la valutazione nazionale ed avere la più grande entità di risorse finanziarie in assoluto, 50 milioni di euro a fronte dei 11 milioni di euro complessivi per tutti gli altri assieme.
“Questo risultato di oggi viene da lontano- ha detto il prof. Tomasello- ” in  particolare da una parola che deve essere impiegata sempre più spesso “PROGRAMMAZIONE” e che affonda le sue radici nel Parco Progetti.
Si tratta infatti, di una serie di programmi di ricerca predisposti in rapporto alle competenze dei gruppi di ricercatori, finalizzati a creare una rete più ampia nell’Ateneo. Oggi quel lavoro è tornato utile al momento in cui è uscito il bando PON ricerca e competitività. Una preparazione di almeno due anni che ha sostituito le parole “improvvisazione” e “urgenza” con le parole “Programmazione – Discussione collegiale – Maturazione dei Progetti e Coinvolgimento di molti ricercatori. Anche per questo motivo abbiamo vinto e mi preme sottolineare il ruolo fondamentale svolto dal prof. Michele Limosani, Direttore del Careci, perché se è vero che i singoli progetti sono stati elaborati dai vari ricercatori , la sintesi degli stessi si deve  a lui ”.
L’Ateneo peloritano ha vinto anche per una nuova filosofia gestionale: evitare lo spezzatino, piccoli progetti di piccoli gruppi.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione hanno avuto il coraggio infatti di dare una linea di indirizzo precisa: Progetti ambiziosi che aggregassero molti settori scientifici dell’Ateneo.
Si
confida di far convergere sull’Ateneo altre importanti risorse che saranno fondamentali in una congiuntura economica sfavorevole.
L’Università di Messina anche con la ricerca intende fare fino in fondo il proprio dovere al servizio del suo territorio.
Con questi fondi PON si tratterà di costruire infrastrutture di ricerca molto complesse capaci di generare nuove risorse attraverso servizi ritenuti da imprese nazionali ed internazionali di alto contenuto tecnologico.
“E’ una grande opportunità- ha aggiunto il Rettore- offerta ai nostri studenti, dottorandi, assegnisti di ricerca e ricercatori che avranno accesso a questi laboratori. Ciò significa risorse per borse di studio, assegni e chiamate di docenti”.
Una Università solidale che trae forza dai settori tecnologici deve essere capace di investire le economie di questi Progetti, che sono consistenti in rapporto al personale impiegato, nei saperi umanistici, ovviamente sempre sulla base di progetti di qualità.
Le partnership di questi Progetti sono autorevoli sia per quanto attiene ai Centri di ricerca (fra quelli nazionali Politecnici di Torino e Milano) che alle imprese coinvolte, non ultimo la ricaduta su un territorio come il nostro notoriamente privo di risorse.
Il pof. Limosani ha infine illustrato in dettaglio i due progetti finanziati, il CERISI che riguarda la costituzione di un unico centro di ricerca e trasferimento tecnologico , altamente specializzato, grazie al potenziamento di un gruppo coerente di laboratori, presenti nei dipartimenti di Scienze della Terra, Chimica industriale e dei materiali e Ingegneria Civile: il centro potrà , tra l’altro, contare su una tavola vibrante sulla quale si potranno simulare gli effetti delle sollecitazioni degli eventi naturali su manufatti alti fino a tre piani, unica struttura nel sud Italia. 
L’altro progetto denominato PAN Lab (Piattaforma Tecnologica per l’Agroalimentare) riguarderà la costituzione di un centro di eccellenza e trasferimento tecnologico per il controllo della qualità di prodotti alimentari di origine animale e vegetale, finalizzata anche ad una migliore conoscenza del rapporto tra qualità degli alimenti e ricadute sulla salute umana.

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