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14 febbraio 12.32 Tagli indotto FS, protesta dei dipendenti dei wagon lits

L’onda lunga della dismissione ferroviaria nel territorio messinese e siciliano non tarda a farsi sentire e sta coinvolgendo in maniera drammatica i livelli occupazionali del settore indotto degli appalti ferroviari. Questa mattina hanno manifestato gli 85 lavoratori della Servirail Wagons Lits che svolgono in appalto per Trenitalia l’attività di assistenza e accompagnamento sui treni notte.
Un sit in davanti alla Prefettura per evidenziare la forte preoccupazione per il futuro occupazionale. La Società Servirail vista la continua riduzione dei treni passeggeri operata da Trenitalia in una spietata logica nord-centrica sceglie per far cassa di chiudere l’impianto messinese mettendo in mobilità tutta la forza lavoro dell’unico impianto aziendale dell’isola mentre non incide sugli impianti del nord Italia che vengono interessati solo marginalmente dalla ristrutturazione aziendale che in Sicilia vuol dire chiusura. Una delegazione sindacale è stata ricevuta dal vice prefetto, dott.ssa Iannuzzi, ascoltando le ragioni della protesta e dando rassicurazioni su un immediato intervento nei confronti della parte datoriale per istituire un tavolo di confronto tra le parti.
“Abbiamo sempre denunciato – dichiara Michele Barresi segretario Fit Cisl – come l’abbandono progressivo del territorio da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato stia causando una lenta emorragia occupazionale che assume connotati drammatici nel settore degli appalti ferroviari. Auspichiamo che con l’intervento istituzionale della Prefettura si possa aprire, con la società Servirail, un tavolo di trattativa finalizzato a una più equa ripartizione sul territorio nazionale delle ricadute occupazionali che, sinora, penalizzano maggiormente i lavoratori e l’impianto messinese la cui chiusura di fatto penalizza e mortifica l’unica

realtà occupazionale del settore in Sicilia. E’ paradossale che il committente Trenitalia bandisca nuove assunzioni mentre resta indifferente al destino di 85 lavoratori e delle rispettive famiglie”.
Da uno studio della Fit Cisl Messina risulta che l’emoraggia occupazionale tra i ferrovieri dovuta alla dismissione di FS nell’area dello stretto ha portato negli ultimi 5 anni alla perdita, nella sola provincia di Messina, di oltre 550 posti di lavoro pari al 20% degli attuali occupati .
“Una continua perdita – afferma Barresi – silente e strisciante ma inesorabile che diventa ben più traumatica tra il personale degli appalti. In Sicilia contiamo circa 900 operatori nel settore delle attività in appalto con il Gruppo FS , di questi circa il 35% lavora nella provincia di Messina. Negli ultimi 2 anni 127 sono i dipendenti in cassa integrazione straordinaria , 165 in mobilità e per tutta la restante parte riscontriamo il ricorso continuo e sistematico a contratti di solidarietà e vertenzialità continue su mancati pagamenti di stipendi e spettanze. Nel solo territorio messinese, per mantenere i livelli occupazionali, per tutte le società in appalto col Gruppo FS si è ricorso negli ultimi 2 anni a continui contratti di solidarietà a 20 ore di lavoro settimanale che di fatto è l’anticamera dell’uscita dal ciclo lavorativo. Sempre in tema di appalti ferroviari ricordiamo – conclude Barresi – che al 28 febbraio scade la proroga del servizio ottenuta per i lavoratori della Società Multiservice che operano presso il Ferrotel FS di Messina e purtroppo resta ancora incerto il futuro dei 23 lavoratori già in mobilità”.