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14 febbraio 11.25 Euroregioni, riaprire il confronto con il territorio

Le regioni sono preoccupate per le conseguenze sul livello locale della crisi macroecononomica e delle scelte che governano la politica europea. L’allarme e’ legato proprio alle scelte macroeconomiche che sembrano ispirare il pacchetto di misure per la nuova politica di coesione. E sono numerose le associazioni europee che esprimono in queste settimane i loro dubbi.

L’Associazione delle Regioni Europee (ARE), che riunisce 250 regioni in tutta l’Unione – 13 sono le italiane -, ha stigmatizzato il fatto che la crisi e la necessita’ di agire rapidamente, abbiano di fatto cancellato il confronto con il territorio, che sta alla base di quella procedura comunitaria definita governance multi-livello.

L’ARE e’ preoccupata, in particolare, del fatto che il metodo “intergovernativo” stia sostituendo il metodo di consultazione previsto dalle procedure comunitarie di “codecisione”. Una preoccupazione condivisa dalla Presidente del Comitato delle regioni (CdR), Mercedes Bresso: “Solo la governance economica basata su una forte partnership con le regioni, puo’ portare a un armonico superamento degli squilibri strutturali, verso un governo economico europeo”.

La Commissione e’ arrivata a immaginare la sospensione dei fondi strutturali di uno Stato membro che non rispetti

le regole della stabilita’ finanziaria. Ma l’ARE mette in guardia “contro il grave impatto per la competitivita’ delle regioni, che potrebbero essere chiamate a pagare il prezzo di politiche nazionali non condivise: in questo modo potrebbero essere cancellati proprio i fondi per i progetti di sviluppo in linea con gli obiettivi europei”.

Sulle stesse posizioni e’ la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), che ha dedicato una delle sue sessioni al tema della “solidarieta’ europea al servizio dei territori”. Per il suo presidente onorario, Alberto João Jardim, presidente della regione autonoma di Madeira (Portogallo), “occorre punire i veri colpevoli e non le regioni, che saranno vittime di errori commessi dai governi nazionali”.

Il rappresentante del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), Carola Gunnarsson ha detto in proposito di “non capire come sia possibile pensare di raggiungere il pareggio dei bilancio penalizzando citta’, regioni e comuni che forniscono servizi pubblici e occupazione. Questo dimostra che la Commissione europea non crede nel livello locale”.

Per approfondire questo dibattito a piu’ voci, l’ARE ha annunciato un “Summit delle Regioni sulla crisi in Europa” nel mese di giugno, con il coinvolgimento di tutte le reti regionali.