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14 aprile 09.50 Enel Distribuzione, allarme della Flaei Cisl

E’ allarme per la gestione nel servizio di Enel Distribuzione. A lanciarlo è la Flaei Cisl, il sindacato che segue i lavoratori delle aziende elettriche. “A Messina – spiega Gregorio Cesareo, segretario provinciale della Flaei – mancano almeno una trentina di unità”. Il problema è su base provinciale e la Flaei ha già inoltrato all’azienda le richieste di potenziamento.

“In provincia – continua Cesareo – dobbiamo gestire 480mila clienti con 195 persone, che devono occuparsi della manutenzione degli impianti e della distribuzione dell’energia. Un numero esiguo, considerato anche la struttura della provincia che si sviluppa su circa 170 chilometri, destinato a diminuire ulteriormente a causa dei pensionati previsti a breve e degli esodi incentivati che l’azienda sta attuando da anni”.

La Flaei esprime il proprio timore per le voci sempre più insistenti secondo cui Enel Distribuzione vorrebbe esternalizzare ulteriormente molte attività del suo core-business, soprattutto i servizi di allacciamento e manutenzione ad imprese esterne. “Se le voci fossero confermate sarebbe un fatto molto grave, dannoso e soprattutto strategicamente inadeguato”, commenta Cesareo che aggiunge: “Pur di pagare un servizio a un costo ancora più basso, Enel Distribuzione non si creerebbe nessun problema a perdere l’esperienza e la professionalità dei suoi operai”.

Ma le preoccupazioni del sindacato nascono anche dalla volontà dell’azienda di non procedere a nuove assunzioni.

“Negli ultimi tempi – aggiunge il segretario provinciale della Flaei – è stata registrata una notevole carenza di personale, turni di reperibilità inadeguati, furti sulle linee e manomissioni di contatori che hanno generato anche la necessità di creare task force per il recupero dell’energia. Riteniamo sia necessario un intervento urgente di ripristino della situazione di normalità, con il potenziamento dell’organico di Enel Distribuzione nella nostra provincia. I lavoratori e le lavoratrici – conclude Cesareo – sono stanchi di subire scelte aziendali incomprensibili, non legate a visioni strategiche di lungo periodo ma frutto esclusivamente di politiche a breve termine con scelte e conseguenze che saranno altri a pagare”.