Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

16 agosto 07.30 Taormina Arte, questa sera in scena “Maria de Buenos Aires”

Piazzolla e Ferrer, il tango e la poesia argentina nella loro declinazione più intensa. Enrico Castiglione, direttore artistico della sezione “Musica e Danza” di Taormina Arte, propone per la prima volta sul palcoscenico di Taormina Arte un’opera originalissima, di rara e difficile esecuzione, che affascinerà il pubblico. E’ Maria de Buenos Aires, in scena alle 21,30 al Teatro Antico questa sera.

 Dal romanticismo verdiano il cartellone trascorre dunque al teatro musicale del Novecento per approdare alla grande danza con le stelle del New York City Ballet (il 17) e al gran finale del Bellini Gala, recital operistico che (il 24) apre a Taormina la terza edizione del Bellini Opera Festival che si svolgerà poi a Catania.

Ma torniamo al surreale racconto di Maria de Buenos Aires. La regia è di Laura Grandi, una delle più attive ballerine e coreografe della scena italo-argentina, accompagnata sul palcoscenico dai ballerini della compania argentina Tango Emociòn, l’esecuzione musicale è affidata al bandoneon di Massimiliano Pitocco e all’Astor Piazzolla Ensemble, con i cantanti Ana Karina Rossi e Ruben Peloni ed Eduardo Moyano come Duende. La musica usa il linguaggio del “nuevo tango”, a cui Astor Piazzolla deve la sua fama planetaria.

Nel 1965 il compositore propose a Horacio Ferrer di scrivere uno spettacolo che avrebbe dovuto combinare una parte recitata con una strumentale, una di canto ed una di danza. Ferrer completò il libretto dell’operita tango nella seconda metà del 1967, mentre Astor Piazzolla scrisse la musica tra il gennaio e il febbraio del 1968 utilizzando gli elementi della musica popolare da ballo e quelli del suo

“nuevo tango” per reinventare il teatro d’opera. Nasce così Maria de Buenos Aires, rappresentata per la prima volta nel maggio del 1968 al Planet Theatre di Buenos Aires.

L’opera, ispirata alla cantante Amelita Baltar, è divisa in due atti. Fondamentali le note del bandoneon che danno voce al passato di Maria. Il libretto presenta due ruoli principali cantati: appunto Maria (nonché, dopo la sua morte, l’Ombra di Maria) e un “payador” (cioè un cantante dell’omonimo genere poetico), cui si affianca un folletto (il Duende) che fa da voce narrante. La scena è poi popolata da vari membri del sobborgo di Buenos Aires, marionette sotto il controllo del folletto e alcuni psicanalisti.

Maria de Buenos Aires è una grande allucinata, visionaria metafora della storia della città di Buenos Aires fondata nel 1536 e chiamata Ciudad del Espiritu Santo y Puerto Santa Maria del Buen Ayre. Qui sbarcarono migliaia di emigranti provenienti da vari paesi d’Europa che arricchirono con il loro lavoro e la loro cultura quella terra. A causa dell’ostilità creatasi con gli aborigeni delle tribù vicine, la città venne però abbandonata. Fondata una seconda volta nel 1580, venne chiamata definitivamente Buenos Aires.

La figura di Maria è dunque il simbolo della città che dopo l’antica fondazione rimane disabitata, metaforicamente si trasforma in ombra e attraversa un lungo periodo di patimento, abbandono e dolore. Per poi rinascere. Allo stesso modo, nell’opera, alla sua morte Maria dà alla luce una nuova Maria, una bambina adulta, generata dalla sua ombra, sullo sfondo di un’intricata trama legata ad antiche e arcane evocazioni.

Prossimo appuntamento della sezione Musica&Danza di Taormina Arte, il 17 agosto al Teatro Antico con George Balanchine Gala e le stelle del “New York City Ballet”, una delle più apprezzate compagnie mondiali di ballo.