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14 maggio 07.30 Referendum, assegnati gli spazi per le affissioni

Con la determinazione di delimitazione ed assegnazione degli spazi di affissione, per la propaganda elettorale per l’appuntamento di domenica 12 e lunedì 13 giugno per i quattro referendum popolari abrogativi, totalmente o parzialmente, di norme di legge, sono entrate nel vivo le procedure propedeutiche all’appuntamento referendario. I quattro quesiti, i cui decreti presidenziali di indizione sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2011, sinteticamente, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, sono: a) referendum popolare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; b) referendum popolare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; c) referendum popolare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme; d) referendum popolare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. Le operazioni di voto avranno inizio domenica 12, alle ore 8, e si protrarranno sino alle 22, mentre nella giornata di lunedì 13 gli elettori potranno recarsi alle urne dalle ore 7 sino alle 15. Per poter votare alle elezioni per il Referendum, il cittadino italiano deve avere compiuto il 18° anno di età ed essere iscritto nelle liste elettorali. Secondo quanto stabilito dal decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ai cittadini che, per recarsi nei comuni di residenza in occasione delle elezioni, utilizzeranno l’aereo, sarà rimborsato il 40 per cento del biglietto di andata e ritorno, modificando la norma del 1969, che prevedeva agevolazioni per i cittadini che utilizzano il treno. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore.