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15 aprile 09.06 Sala Laudamo, da stasera “La malattia della famiglia M”

Penultimo appuntamento stagionale con il cartellone “Paradosso sull’Autore”, curato da Dario Tomasello: nella Sala Laudamo, dal 15 al 17 aprile, sarà in scena “La malattia della famiglia M” di Fausto Paravidino, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. La regia è dello stesso Paravidino.
Già rappresentata con successo in altri paesi europei, “La malattia della famiglia M” di Fausto Paravidino, uno dei talenti più autentici della scena italiana contemporanea, in questa stagione è stata allestita per la prima volta in Italia nell’edizione diretta e interpretata dall’autore.
Scoperto e lanciato nel 1999 dal Premio Riccione per la drammaturgia, Paravidino è subito diventato un caso nel teatro italiano grazie a “2 fratelli”, una tragedia da camera in 53 giorni, messa in scena anche in quella occasione dal Teatro Stabile di Bolzano; un caso, non solo per averci dato a 22 anni un testo folgorante sulla sua generazione, ma anche per la capacità di scrivere commedie con la naturalezza con cui respira.
Ora, a 33 anni, l’autore, attore e regista nato a Genova, mantiene salda la sua predilezione per il linguaggio teatrale coniugandolo con l’interesse nei confronti di generi e registri differenti: nel 2005 ha scritto, diretto e interpretato il film “Texas”, opera prima prodotta da Fandango che ha riscosso un buon successo di critica e di pubblico.
Commedia scritta nel 2000, “La malattia della famiglia M” racconta in maniera diretta e poetica il disagio esistenziale di una famiglia allo sbando nella provincia italiana di questi anni. Ha spiegato l’autore: “C’è una storia famigliare che riguarda due sorelle, un fratello, un padre malato e l’assenza di una madre. Questa famiglia ha una malattia, dice il titolo. Forse ne ha più d’una. C’è un padre che vive una malattia clinicamente non specificata che lo sospende dalla possibilità di esercitare l’autorità e che lui usa come arma e come scusa. C’è il lutto dell’assenza della madre che pesa su questi personaggi come una colpa e procura loro una vaga tristezza della quale tutti si accusano a vicenda. Ci sono poi due amici, Fulvio e Fabrizio, che interagiscono con questa famiglia e involontariamente portano la farsa tra questa gente triste: hanno il buon gusto di innamorarsi entrambi di una delle due sorelle e vanno a fare la commedia degli equivoci a casa di Ibsen senza mai accorgersi di avere sbagliato indirizzo”.
Una commedia in cui tutti i protagonisti ruotano attorno alla domanda: “Mi ami? Mi vuoi bene?”, incerti come sono della risposta che potrebbero ricevere, ma anche dei loro sentimenti: hanno paura di non amare il fidanzato, i fratelli, il padre…
Iacopo-Maria Bicocchi, Iris Fusetti, Emanuela Galliussi, Nicola Pannelli, Fausto Maria Sciarappa e Pio Stellaccio, interpretano con attenzione e delicatezza, a fianco di Paravidino, questo disincantato affresco di intimità familiare. Scene di Laura Benzi, costumi di Sandra Cardini, luci di Giovancosimo De Vittorio.

Sala Laudamo, 15 e 16 aprile, ore 21.00; 17 aprile, ore 17.30