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12 gennaio 14.20 Lettera aperta sul Gran Camposanto

Gentile Signor Direttore,
vengo a conoscenza che una famiglia messinese chiamata dal Dipartimento Cimiteri per la tumulazione di un caro congiunto, si è sentita dire dagli addetti ai lavori del Gran Camposanto che non si poteva procedere perchè mancava il paranco per sollevare la bara! Questo squallido e deplorevole episodio sarebbe accaduto davanti alla Confraternita ” Don Orione”, dove gli addetti alla tumulazione della salma non sono stati in grado di fornire spiegazioni in merito all’ennesimo atto oltraggioso e irrispettoso del dolore altrui. Ancora una volta la città ha dovuto assistere impotente all’assoluta incapacità di una Giunta Comunale e in particolare dell’Assessore ai Cimiteri Elvira Amata che di dronte a cotanta disorganizzazione non ha nemmeno avuto l’onestà politica e intellettuale di ammettere le sue  colpe per queste autentiche vergogne. Questi signori hanno ormai perso la loro dignità! Vivono con i privilegi che gli sono stati assicurati dalla casta e non si curano affatto del bene comune, a cominciare da quella faccia di bronzo del Sindaco Buzzanca che facendo finta di nulla, riscuote ancora due stipendi: uno come Sindaco, e l’altro come onorevole all’Ars, portando a casa la modica somma di 32.000 euro al mese, mentre la città è sempre più avvilita dalla disoccupazione e dal qualunquismo. Signor Direttore, quando la finiranno i messinesi di eleggere queste indegne persone? Come si può continuare a farsi rappresentare da gente che non rispetta nemmeno i morti? Cosa abbiamo fatto per meritarci tanto disonore? Cosa abbiamo ottenuto in tutti questi anni? Forse Messina ha migliorato la sua qualità della vita? Forse i giovani hanno visto crescere le loro opportunità di lavoro? La città è forse cresciuta in tutti questi anni sul piano dei servizi e su quello culturale? Possiamo continuare a mostrarci indifferenti di fronte a tanto degrado? Starsene alla finestra, aspettando che venga la manna dal cielo è una grande vigliaccheria! Bisogna avere il coraggio di uscire allo scoperto, indignarsi, protestare, lottare con convinzione per le cause giuste, combattere la strafottenza, l’apatia, il qualunquismo. Solo così avremo qualche possibilità di riscatto, solo così potremo uscire dal torpore e dall’indifferenza che ormai da troppo tempo ci affliggono. Cordialmente,
 
 
Emanuele Ferrara