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12 aprile 09.18 Messinambiente, anomalie del bando segnalate dal sindacato ORSA

In una nota inviata al Direttore Generale Acque e Rifiuti Vincenzo Emanuele e all’assessore regionale all’Energia Giosuè Marino, il sindacato ORSA punta il dito contro alcune anomalie del bando di gara per l’affidamento della gestione del servizio dei rifiuti.

“Se il Tar ha respinto il ricorso di Messinambiente contro il bando del 10 novembre 2010 con cui l’Ato 3 tentava di affidare il servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani -scrive Giuseppe Bagnato, segretario ORSA Igiene e Ambiente- non significa affatto che l’ATO3 stia operando nell’interesse della collettività e dei lavoratori. Se la gara bandita dal Commissario Liquidatore dell’ATO3, andata deserta, si fosse conclusa con l’affidamento del servizio, il Tar avrebbe dovuto valutare le anomalie relative ai livelli occupazionali, in quanto, nel trasferimento d’appalto non si garantiva la ricollocazione di tutto il personale nell’impresa subentrante ma soltanto di un parte, “corrispondente nel numero e nelle qualifiche al personale specificato nella propria offerta”. In buona sintesi, le eventuali ditte partecipanti dovevano indicare nella propria offerta la quantità di personale da ricollocare, con buona pace dei nuovi disoccupati e in aperta violazione del CCNL di settore che in questi casi prevede la riassunzione di TUTTO il personale a tempo indeterminato.

Il pressapochismo con cui si pensava di affidare un servizio

essenziale di tale importanza si evince altresì dalla pretesa dell’ATO3 di bandire frettolosamente la gara prima che il Consiglio Comunale impegnasse la spesa prevista nel bilancio pluriennale, pertanto, se liter del bando si fosse concluso, con ogni probabilità sarebbe stato difficile affidare il servizio all’impresa aggiudicataria, infatti, il respingimento, da parte del Tar, delle evidenti “anomalie” impugnate da Messinambiente si è concretizzato solo perché il bando è andato deserto e parte del ricorso è stato giudicato improcedibile «per sopravvenuta carenza di interesse».
Alla luce dei fatti si rafforza la sensazione di una gestione autarchica da parte dell’ATO3 che nella vicenda non si è preoccupata minimamente del futuro occupazionale delle maestranze ed ha snobbato il Consiglio Comunale producendo, con soldi pubblici, un bando che difficilmente si sarebbe potuto concludere con un regolare affidamento.

Preso atto del continuo clima di scontro causato dall’ostentato autoritarismo del Commissario liquidatore dell’ATO3 che fra bandi, ricorsi, tagli e ritardi nel riconoscimento dei contributi dovuti a Messinambiente rischia di trascinare la città nell’emergenza rifiuti, crediamo sia giunto il momento che alle promesse provenienti dall’Assessorato Regionale si aggiungano i fatti attraverso l’annunciata “rimozione” del Commissario Antonio Ruggeri che a differenza dei lavoratori di Messinambiente a rischio disoccupazione, non avrà alcun problema a “ricollocarsi” in altro incarico da aggiungere alla collezione di tanti attualmente ricoperti”.