#Ragusa. Abusava della figlia minorenne della compagna, arrestato 30enne

Arresto_p_Ragusa_Polizia_Sicilians_19_4_16Aveva violentato la figlia, minore di 12 anni, della convivente, la Squadra Mobile ha arrestato un trentenne della provincia di Ragusa. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Ragusa.
A carico del trentenne, la Squadra Mobile di Ragusa ha raccolto gravi indizi di colpevolezza che la Procura della Repubblica ha valutato positivamente.
“La tragedia subita dalla piccola vittima è nata tutta tra le mura domestiche, in quanto l’indagato ha abusato della bambina (figlia di un precedente rapporto della madre), proprio quando aveva iniziato la relazione con la donna ignara di tutto – spiegano dalla Squadra Mobile iblea. È stata proprio la madre a portare gli investigatori della sulla giusta strada, vincendo la vergogna e i sensi di colpa che aveva per aver messo dentro casa proprio colui che si è rivelato ai suoi occhi il peggiore dei criminali”.

L’indagato, peraltro padre, una volta entrato in casa della compagna per una nuova relazione sentimentale, ha iniziato a manifestare attenzioni sessuali nei confronti

della bambina.

Inizialmente aveva chiesto prestazioni sessuali alla compagna diverse, ovvero orge e rapporti omosessuali con uomini e donne, poi, visto il rifiuto categorico della compagna ha iniziato a picchiare e poi abusare della piccola.

La madre non si era accorta di nulla, ma per le richieste sessuali del compagno aveva deciso di allontanarlo da casa e così ha fatto.

Solo in quel momento la piccola si è determinata a manifestare qualche disagio e per questo la madre ha chiesto e ottenuto aiuto alla Polizia. E così, nella stanza per le audizioni protette della Squadra Mobile di Ragusa, la bambina è stata ascoltata da personale specializzato della Polizia, dal Ministero e da una psicologa.

Il racconto della bambina ha evidenziato una serie di violenze fisiche e sessuali subite. Il compagno della madre le chiedeva massaggi sulla schiena e poi molto di più. Quando la vittima si rifiutava erano botte e poi il trentenne la minacciava se lo dici alla mamma non ti crederà e ti manderà via da casa. La bambina quindi cedeva al ricatto e ottemperava ad ogni richiesta del suo aguzzino.

L’arrestato è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile per essere fotosegnalato e successivamente accompagnato presso il carcere di Ragusa dove sarà ospitato nella sezione speciale per questo genere di crimini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.