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11 maggio 15.15 Messinambiente, UGL-OrSA-Cub: “I lavoratori ATM sostengono questa lotta”

“Il divide et impera scientemente organizzato dall’oligarchia politica per isolare e indebolire le lotte dei lavoratori -scrivono i responsabili sindacali di Ugl, OrSA e Cun- è tattica anacronistica destinata a confrontarsi con il rinato senso di solidarietà dei lavoratori messinesi che uniranno le forze per rivendicare i diritti collettivi giornalmente calpestati con il silenzio assenso di una città apatica e disinformata che trova agevole individuare il capro espiatorio dei disservizi nei fantomatici lavoratori ” fannulloni” e/o “delinquenti” ma si guarda bene dal contestare la casta politica che a fronte dei gettoni di presenza stellari, pagati con i soldi dei cittadini, non riesce a fornire risposte credibili oltre la consumata proposta delle privatizzazioni selvagge che la dove si sono concretizzate hanno prodotto accordi di cartello, drastici cali della qualità dei servizi e tagli indiscriminati ai livelli occupazionali. Chi amministra la cosa pubblica e nel contempo sponsorizza il trasferimento dei servizi pubblici essenziali in mani private, nei fatti sancisce la propria incapacità di amministrare e rende nota un’ammissione di fallimento che dovrebbe essere seguita da responsabili dimissioni.

Il fallimento dell’ATM e la crisi di Messinambiente che i manipolatori della notizia fanno passare come il fisiologico epilogo di aziende frequentata da ladri e fannulloni, in realtà è il risultato della

Insieme ai lavoratori di Messinambiente rivendichiamo la dignità di lavoratori ONESTI giornalmente costretti a confrontarsi con l’assenza degli strumenti necessari per rendere alla collettività un servizio pubblico degno di tal nome, i cittadini messinesi imparino ad entrare nel merito delle questioni prima di schierarsi.

mala gestio protratta negli anni da amministrazioni politiche di ogni colore, una sorta di gioco al massacro bipartisan che è riuscito a sperperare l’inestimabile risorsa del Trasporto Pubblico Locale e del ciclo virtuoso dei rifiuti e oggi si vorrebbe nascondere tutto come il cadavere nell’armadio approfittando del qualunquismo della platea cittadina che in preda al masochismo di massa ha imparato ad assolvere i carnefici e condannare i propri simili. La disastrata ATM

La dove si individuano lavoratori indegni di tal nome vanno isolati ed allontanati piuttosto che assolti in relazione al blasone del protettore politico /sindacale, stesso dicasi per i colletti bianchi della dirigenza che si rivelano marionette della politica incapaci di approntare un serio piano di rilancio.

in realtà è il frutto dell’irresponsabilità delle amministrazioni e dei consigli comunali che negli anni hanno illecitamente omesso di approvare i bilanci, di strutture e infrastrutture comunali realizzate impropriamente con le casse dell’azienda, del mancato riconoscimento regionale dei contributi relativi ai chilometri percorsi dal Tram, della lotta intestina fra Comune di Messina e Presidenza della Regione Sicilia che fanno pagare alla città la becera guerra volta ad interessi di bottega partitica, di assessori comunali con in tasca tessere di sigle sindacali che sponsorizzano ad ogni occasione propizia, di consigli di amministrazione e/o commissari straordinari incompetenti in materia di trasporti che vengono valutati e piazzati nelle costosissime poltrone in relazione allo sponsor politico in luogo del curriculum professionale. E’ questo il macrocosmo degli sperperi e dell’illegalità che la politica cerca di celare accusando le maestranze e giurando vendetta a colpi di privatizzazioni e tagli delle risorse. In questo vortice di sprechi quanto può incidere il lavoratore ladruncolo o l’assenteista di turno? Sicuramente è percentuale trascurabile ma ciò non significa che bisogna assolverli, tutt’altro. La Messinambiente in liquidazione

è raro esempio di azienda pubblica sana che ad ogni costo deve essere consegnata in mano ai privati, nonostante la circolare dell’Assessorato Regionale che esprime la disponibilità a coprire gli eventuali ammanchi delle Ato attraverso un mutuo 15ennale contratto dai Comuni. Nel caso messinese sarebbe addirittura superflua la soluzione proposta dalla regione, infatti, se l’inutile ATO3 (questa si giustamente in liquidazione) avesse riconosciuto i crediti dovuti a Messinambiente saremmo di fronte ad un bilancio in pareggio, invece ci si continua ad incartare con ricorsi legali e scontri istituzionali che rischiano di far crollare Messina nel dramma dell’emergenza rifiuti fino ad oggi evitata solo grazie alla serietà professionale ed al senso di responsabilità dei nostri colleghi impiegati nella raccolta dei rifiuti. Il futuro del ciclo dei rifiuti è in mano ad un soggetto istituzionale che oltre agli innumerevoli incarichi ha anche quello di commissario liquidatore dell’ATO3 che dovrebbe gestire la normale amministrazione fino all’eliminazione dell’inutile partecipata invece di arrogarsi il diritto di bandire gare d’appalto che prevedono la privatizzazione indiscriminata del ciclo dei rifiuti e la compressione dei livelli occupazionali. Una città che mette in mano il futuro di un servizio tanto delicato ad un soggetto che in passato non ha lesinato iniziative legali contro il Comune per interessi di economia personale, dovrebbe riflettere non poco… Per quanto sopra denunciato facciamo nostra la lotta dei lavoratori di Messinambiente e parteciperemo le loro iniziative di protesta, sperando di tracciare una nuova alba di rivendicazioni che veda unito il fronte dei lavoratori fin’oggi impegnato nella guerra fratricida innescata da chi vuole dividere i lavoratori per imperare nel regno delle privatizzazioni selvagge”.