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11 luglio 09.21 Motonautica, alle 19 inaugurazione della mostra “Sale”

Oggi alle 19 al Circolo della Motonautica sarà inaugurata dal presidente Antonio Barresi una collettiva d’arte intitolata: “Sale”.

La mostra, curata da Saverio Pugliatti, riunirà cinque artisti che con le loro differenti opere consentiranno di apprezzare come sia possibile declinare con una molteplicità di linguaggi il tema del sapore del mare: Giovanni Allio; Antonello Bonanno Conti; Concetta De Pasquale; Alessandra Lanese e Sara Teresano.

La collettiva d’arte organizzata dal direttivo dell’associazione Motonautica e Velica Peloritana di Messina, sotto la presidenza di Antonio Barresi, verrà ospitata nei locali del Circolo e, novità assoluta, darà opportunità anche a quanti non sono soci di ammirare le opere in esposizione. La rassegna proporrà artisti tra loro molto eterogenei, ma proprio la diversità delle loro espressioni consentirà all’osservatore di attraversare un percorso espositivo estremamente vario. L’allestimento, curato nei minimi particolari da Saverio Pugliatti, cui è stata affidata la direzione artistica della manifestazione, consentirà sia di esaminare la peculiarità di ognuno di loro, sia di apprezzare i molteplici linguaggi attraverso i quali dialetticamente si rapportano figurazione e astrazione, forma e non forma.

E, quindi, come l’idea del mare, del sale, della vita, del suo senso più o meno sfuggente, si possano tradurre e si traducano in immaginifiche creazioni artistiche, personali, originali, spirituali. A corredo della mostra un catalogo arricchito dalla documentazione fotografica delle opere degli artisti, curata da Alessandra Lanese, in questa occasione presente nella duplice veste di fotografa e di pittrice, e dai testi critici di Lucrezia Piraino.

La Piraino, docente di Filosofia, ad ognuno di loro ha dedicato una scheda, mentre nella prefazione ha messo in risalto come questo piccolo gruppo, confrontandosi su un progetto comune, abbia dato vita ad un legame che si è espresso attraverso un “codice, che genera, in chi ne è spettatore, emozioni che hanno a che fare con l’accoglienza, il calore, l’ospitalità, quando non lo impegnano nell’urgenza drammatica del ricordo: nella necessità di frugare affannosamente dentro la fitta opacità del nostro passato”. 

Un’arte calda, accogliente e puramente lirica è quella che offre all’osservatore Concetta De Pasquale. I suoi lavori, afferma la Piraino, “parlano di tracce di mare, di orme di sabbia, di gorghi di vento e anche di vele. Quelle vele che, con gesto libero e sgombro, raccolgono l’infinito, se ne fanno attraversare e lo lasciano andare”.

Mentre Antonello Bonanno Conti viaggia e fa viaggiare tra finito e indefinito quando “investiga con essenziale scioltezza la ricchezza del nostro passato. Un passato che parla un linguaggio poetico, remoto e quasi arcano, ma che, sapientemente ascoltato, è pronto a restituire…i bagliori residuali di una tradizione inaspettatamente straripante”.

Entrare nelle opere di Giovanni Michelangelo Allio è più facile qualora si conosca la poetica, quel suo costante insistere sulla necessità di fuggire da tutto ciò che è scontato e dunque da tutto ciò che è noia e conseguente assopimento dello spirito. “L’artista” – scrive la Piranio – “sembra sfidare ironicamente i nostri modi convenzionali di stare e di percepirci nella normalità della nostra esistenza”.

Che Alessandra Lanese presenti quattro opere intitolandole tutte: “Untitled” ossia “Senza titolo” alimenta la fascinazione delle singole tele. Immediatamente si percepisce il rapporto privilegiato con la natura, rivisitata però dal filtro della personale, complessa e a volte enigmatica percezione dell’artista. Ogni oggetto, ogni scorcio, più che fermati sulla tela, sembrano investire l’osservatore come elementi palpitanti di vita propria, tant’è che spettatore e composizione artistica assumono un ruolo che li porta ad un incontro tra l’emozionale e il dialettico.

La dimensione “che è proprio al di sotto e dentro” la superficie del sale è quella che, secondo Lucrezia Piraino, vuole con determinazione far emergere dalle sue sculture di sale Sara Teresano. “Un sale che – per esempio – diventa un mare sidereo, una madre accogliente, una sorgente abissale che ospita, nella Notte di San Lorenzo, quelle stelle cadenti non viste da occhio umano e che, secondo un’affascinante tradizione greca tanto cara all’artista, una volta cadute in mare e trasformate in stelle marine, rappresentano i desideri che gli uomini non riescono ad esprimere.”