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11 gennaio 12.26 La Rete Rifiuti Zero di Messina boccia la Teres

La Rete Rifiuti Zero di Messina boccia la Tares, la nuova tassa sui rifiuti.

“Il principale problema dei rifiuti urbani -spiega Beniamino Ginatempo, portavoce della Rete Rifiuti Zero- consiste nel fatto che, nell’attuale modello di sviluppo ultraconsumistico, se ne producono troppi e troppo velocemente per la capacità finanziaria e gestionale degli enti locali. La Sicilia produce ben 2.610.00 tonnellate l’anno di rifiuti e la provincia di Messina 350 mila.

Il costo medio di conferimento è di 100 euro a tonnellata, cui bisogna aggiungere il trasporto in discarica (intorno ai 30 euro per il Comune di Messina) e quello della gestione. Ridurre queste enormi spese dovrebbe essere dunque interesse delle pubbliche amministrazioni virtuose, ma il sistema di tassazione vigente e quello della nuova TARES si muovono in direzione contraria.

La TARES è comprensiva di vari servizi locali, assorbirà la TARSU (o TIA) e come questa sarà basata sulla metratura degli immobili invece che sulla produzione dei rifiuti. Questo sistema è altamente iniquo, antieconomico e palesemente contraddittorio con la legislazione vigente.

L’iniquità sta nel fatto che a parità di dimensioni dell’abitazione, il cittadino virtuoso (quello che sta attento a non mescolare in casa l’umido col secco, che riusa e recupera materiali differenziandoli, che si sobbarca la fatica ed i costi di trasportare alle isole ecologiche i materiali post-consumo, che produce minime quantità di rifiuti indifferenziati e che quindi inciderà poco sul costo totale del servizio) pagherà la stessa quota del cittadino menefreghista che produce montagne di

spazzatura.

L’albergo o le strutture turistiche pagheranno quote enormi, anche nei periodi di chiusura e bassa stagione, mentre una piccola bottega di ortofrutta pagherà molto di meno a fronte di una produzione molto più ingente di rifiuti. Una tassazione del tipo “pay per bag”, cioè a sacchetto o a chilogrammo, e sconti per i materiali recuperati sarebbe invece  un meccanismo ben più equo ed un forte incentivo a limitare i rifiuti.

Questo sistema di tassazione è anche in contrasto con il Decreto Legislativo 205 del 2010, che ha recepito la Direttiva Europea “La società del Riciclaggio”, con la legge regionale 9 del 2010 nonché con il Piano di Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani regionale adottato nel giugno 2012.

Questi provvedimenti impongono la seguente gerarchia di provvedimenti amministrativi: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo (energetico) e smaltimento. Ciò dovrebbe spingere le amministrazioni pubbliche a ridurre la quantità di rifiuti da conferire in discarica. Queste, purtroppo, saltano praticamente le prime quattro fasi, passando direttamente allo smaltimento, cioè operano illegalmente e sono esposte a sanzioni europee. È evidente che il sistema di tariffazione è cruciale per le prime 4 fasi, mentre la tassazione a metro quadro le nega.

La nuova TARES è pertanto iniqua, contraddittoria ed antieconomica, Rete Rifiuti Zero Messina invita tutti i sindaci della provincia e la deputazione messinese all’ARS a premere sul governo regionale per far valere l’autonomia fiscale della Regione ed i candidati  al nuovo parlamento nazionale ad inserire la sua correzione nei loro programmi elettorali”.