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10 gennaio 13.15 Mancata manutenzione CAS, duro attacco della Fillea Cgil

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 2 gennaio scorso della delibera con cui il CIPE destina 50 milioni di euro per lavori di manutenzione straordinaria sulla Autostrada Messina-Palermo, la Fillea Messina – la categoria della Cgil che segue tra gli altri i lavoratori del comparto edile-, interviene nuovamente attraverso il proprio segretario generale Biagio Oriti per sollecitarne l’immediato avvio. 
“Ora non ci sono più scuse- osserva Oriti. Si facciano partire subito i cantieri per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza sulla A 20 e sull’A 19 così da garantire condizioni di percorrenza adeguate a chi viaggia e nello stesso tempo rimettendo in moto il lavoro in un settore, quello edile, che in provincia di Messina a causa delle crisi ha visto la perdita di centinaia di posti di lavoro”.  Oriti fa preciso riferimento alla delibera del 3 agosto scorso con la quale il Cipe destinò 1,197 miliardi del FAS per la realizzazione di infrastrutture in Sicilia, nell’ambito del Piano per il Sud. “Certo -osserva Oriti- di quei fondi solo pochi milioni sono destinati alla provincia di Messina  attraverso finanziamenti al CAS e per la realizzazione della S.Stefano-Gela, ma ciò che conta adesso è spenderli”.
“Nonostante i reiterati allarmi sulle condizioni di pericolosità di alcuni tratti della A 20, allarmi lanciati dalla Cgil ma anche da Comitati di cittadini e di sindaci appositamente costituitisi- ricorda Oriti-, se non interveniva la magistratura non si sarebbero presi provvedimenti”,  che evidenzia i principali mancati interventi di manutenzione su rete di sicurezza, gallerie, manto stradale e canali di scolo delle acque. “Gravissima la scelta, e quindi le responsabilità, del CAS di non intervenire per sulle pessime condizioni del manto stradale, della rete di protezione e sulle infiltrazioni d’acqua all’interno delle gallerie. Una situazione di generalizzata insicurezza che si è palesata in tutta la sua gravità anche in occasione dell’alluvione di novembre quando l’autostrada si è trasformata in un lago”. 
La Fillea prova poi a fare due conti: ogni anno il Consorzio autostrade incassa per pedaggi una media di 80 milioni di euro che, in dieci anni, fa la non trascurabile somma  800 milioni di euro, il 30% dei quali lo stesso Cas è obbligato a spendere in manutenzioni. “Duecentoquaranta milioni di euro che spesi per manutenzione avrebbero evitato tanti incidenti, anche mortali, che si sono purtroppo verificati sull’A20, avrebbero garantito livelli di sicurezza diversi, senza contare che quel denaro avrebbe prodotto lavoro”. 
La Fillea denuncia anche un altro aspetto non trascurabile di questa vicenda. “Il CAS ha contenziosi aperti con ditte e automobilisti per una somma di circa 250milioni di euro. Un’ulteriore dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, di come la mancata spesa in manutenzione produca poi costi di importo pari se non addirittura superiore- aggiunge Oriti-. Denaro che investito correttamente  avrebbe evitato tante tragedie e certo tante cause giudiziarie”.