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10 febbraio 21.03 Inceneritore, a marzo inizia la demolizione

L'inceneritore, simbolo del degrado della Zona Falcata
A marzo via ai lavori ed entro la fine dell’anno l’inceneritore sarà solo un ricordo. Il cronoprogramma è stato fissato oggi, durante la riunione convocata dalla V Commissione dell’Ars su richiesta del parlamentare Nino Beninati (PdL), appoggiato dai diessini Filippo Panarello e Franco Rinaldi. In prima linea il soggetto attuatore del Commissario delegato per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque in Sicilia Dario Ticali, che ai 400 mila euro già programmati aggiungerà un altro milione di euro per garantire la demolizione totale dell’inceneritore.

Presente alla riunione anche l’assessore Elvira Amata, che per la bonifica dell’area si è impegnata a sollecitare al sindaco Buzzanca e all’assessore Scoglio l’utilizzo dei due milioni e 100 mila euro che avanzo da una tranche complessiva di 3 milioni, destinata alla Real Cittadella.

“Abbiamo lavorato insieme per la città -commenta Beninati- ed i risultati ci sono. Tutti i soggetti coinvolti sono stati richiamati alle proprie responsabilità ed entro la fine del 2011 l’inceneritore sarà demolito”. Pronta ad entrare in

campo la Soprintendenza, che per bocca del soprintendente Salvatore Scuto, anche lui presente al vertice palermitano, ha già pronto un progetto da 5 milioni di euro per il recupero dell’area, che sarà finanziato con i Fas 2007-2013.

Fatto questo, che metterà la Regione in conflitto con se stessa visto che l’area da bonificare è compresa nel perimetro del Punto Franco, mai attivato, per il quale nel 1953 fu istituito l’Ente Porto. Struttura che il presidente della Regione Lombardo e l’assessore all’Industria Venturi volevano liquidare a tutti i costi nel 2009, salvo poi resuscitarla inspiegabilmente poco tempo dopo, quando si resero conto che quelle aree erano troppo importanti per potervi rinunciare.

“Il soprintendente Scuto, dirigente regionale, oggi si è impegnato a recuperare quella zona -commenta Beninati. Staremo a vedere cosa farà Lombardo, anche se la proposta di Scuto è la prova che l’Ente Porto non ha senso e che verrà meno a prescindere da quello che deciderà. Qui c’è un vizio a monte da eliminare, perché in teoria il presidente della Regione potrebbe rifiutare il progetto proposta dalla Soprintendenza. Martedì la mia mozione per lo scioglimento dell’ente sarà calendarizzata in Ars e poi vedremo”.